Clemente Russo rimane d’argento. Il peso massimo di Marcianise fallisce per la seconda Olimpiade consecutiva l’assalto alla medaglia d’oro: nel 2008 fu il russo Rachim Cakchiev a beffare l’azzurro per 9-4 mentre oggi nella finale dell’ExCel Arena Russo si è arreso all’ucraino Olyxandr Usyk, campione del mondo in carica, che si prende così la rivincita della sconfitta subita nei quarti di finale a Pechino. 14-11 il risultato finale, senza recriminazioni, di un confronto molto aperto e vibrante fin dai primi minuti, durante i quali Russo ha confermato la tattica aggressiva che gli aveva permesso di superare in semifinale l’azero Mammadov, campione d’Europa e e vice-campione mondiale. Ma dopo un incoraggiante 3-1 nel primo round Russo ha via via perso fiducia, scoprendosi troppo nella sua guardia alta e subendo una serie di colpi, ben sette, che hanno permesso ad Usyk di riequilibrare il punteggio. Nella terza e decisiva ripresa i due pugili hanno dato il tutto per tutto ma è emersa la maggior precisione dell’ucraino che si è aggiudicato il round per 6-3. Confermato quindi l’argento di Pechinoanche se rimane un pizzico di amarezza vista l’impresa compiuta da Russo in semifinale, vinta dall’italiano per 9-4 mentre dopo i primi due round il parziale era di 9-6 per l’azero. Un match vibrantissimo durante il quale Mammadov ha confermato la sua tendenza a cedere alla distanza senza riuscire a mettere a frutto l’evidente superiorità fisica rispetto a Russo. Ma il sogno è finito ancora una volta ad un passo dal traguardo. E forse non ci sarà un’altra occasione. Ora le speranze italiane di medaglia d’oro sono tutte riposte in Roberto Cammarelle, campione in carica dei pesi super-massimi, che domenica pomeriggio affronterà in finale il britannico Anthony Joshua.

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