Le Olimpiadi italiane si chiudono come si erano aperte: l’ultima giornata regala cinque medaglie, proprio come quella indimenticabile del debutto, ma questa volta manca il metallo più prezioso. Dopo la cocente delusione e le mille polemiche che hanno accompagnato l’argento di Cammarelle pure la nazionale di pallanuoto si deve accontentare della piazza d’onore, tenendo lontano il ricordo di Barcellona ’92 ma tornando comunque sul podio sedici anni dopo il bronzo di Atlanta ‘96. Il bilancio italiano definitivo segna quindi ventotto medaglie: una in più rispetto a Pechino, con lo stesso numero di ori ed argenti. Nulla da fare per il Settebello di Alessandro Campagna che s’inchina per 8-6 alla Croazia di Sua Maestà Ratko Rudic. Il c.t. degli azzurri olimpionici vent’anni fa entra definitivamente nella leggenda: terzo titolo olimpico per il 64enne c.t. croato su quattro finali, a ventotto anni dal primo ottenuto a Los Angeles 1984 con la Jugoslavia. Nel terzo incrocio tra le due super-squadre negli ultimi tre anni la Croazia si vendica quindi della sconfitta subita un anno fa in semifinale ai mondiali di Shanghai, anticamera del successo azzurro contro la Serbia. I croati quindi ottengono il primo storico titolo dopo l’indipendenza e bissano la vittoria ottenuta nel girone confermando la legge del più forte.

Dominio a scacchi

Pochi rimpianti per gli azzurri, che però avevano cominciato benissimo l’incontro portandosi subito sul 2-0 grazie ai gol di Gallo e Felugo: primo quarto chiuso sul 2-1 ma da quel momento è entrata in campo la Croazia. Attenzione feroce in difesa, squadra spietata nelle superiorità numeriche e nel pressing difensivo furioso di Skurno e compagni che hanno tenuto l’Italia a secco addirittura per un quarto e mezzo: è stata questa la chiave della vittoria croata perché quando Felugo è tornato a battere Pavic si era già nel terzo quarto per la rete del 3-3. Ma due gol di Boskovic scavano il solco definitivo: impensabile recuperare due reti, poi diventate tre ad inizio dell’ultima frazione, ad una squadra aggressiva quanto basta ma mai troppo fallosa. Il resto l’ha fatto qualche spreco di troppo dell’Italia in superiorità: così i gol di Giorgetti, Presciutti e, proprio sul fil di sirena, proprio di Felugo, ancora miglior scorer con tre reti, servono solo a far bruciare meno una sconfitta parsa comunque inevitabile. L’Italia della pallanuoto però è tornata: e tra quattro anni gran parte di questo gruppo sarà pronto per migliorarsi.

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