Tre giorni dopo una storica giornata inaugurale con cinque medaglie, il primo giorno senza allori pesa come un macigno: il bilancio italiano a Londra 2012 comincia a farsi preoccupante, e non per il settimo posto parziale nel medagliere bensì perchè si stanno perdendo occasioni d’oro in cui posti sul podio erano dati per certi anche dall’autorevole Sports Illustrated. Se infatti otto medaglie in quattro giorni rappresentano una media più che soddisfacente la giornata di martedì non può che andare in archivio all’insegna di una delusione cocentissima, come raramente era successo nella storia recente dei Giochi. Al clamoroso flop dei fiorettisti, tutti giù dal podio, segue infatti un altro quinto posto di Federica Pellegrini: dopo aver bucato i 400, infatti, la veneziana ha fallito anche nella “sua” gara, i 200 che a Pechino le avevano regalato uno storico oro, il primo di una nuotatrice azzurra alle Olimpiadi. Vince l’americana Allison Smith, autrice di una gara a sé e del record olimpico (1:53:61) ma le recriminazioni sono tutte per gli altri gradini del podio che sembravano ampiamente alla portata di Fede. Non di questa Fede, però: partita male, è mancato pure la consueta rimonta nel finale, così a 75 metri dalla fine il terzo posto, andato all’australiana Barratt, era bello che andato: alla fine è sfuggito per soli 92 centesimi ma il tempo di 1:56:73 non può certo soddisfare.

Le accuse di Magnini

Un autentico disastro, come disastrosa è tutta la spedizione azzurra del nuoto alle Olimpiadi: il medagliere è fermo al palo e così dovrebbe rimanere salvo miracoli del rookie Paltrinieri nei 1500, della 4×200 femminile o del fondo con Valerio Cleri. La giornata del resto era cominciata all’insegna delle polemiche scatenate da Filippo Magnini: il capitano azzurro, eliminato nelle batterie dei 100 m (dove ai tempi d’oro vinse due titoli mondiali) insieme a Luca Dotto, si è sfogato a fine gara puntando il dito contro la preparazione: “Non mi sento bene, non sono in forma. Da gennaio è stata sbagliata tutta la preparazione”. Parole cui il c.t. Rossetto ha risposto in modo stringato (“Non ho nulla da recriminare nella preparazione, sono mancati solo i risultati dei nostri atleti di punta”). Insomma, volano già gli stracci ed è quasi il momento della resa dei conti e come sempre in questi casi torto e ragione stanno a metà strada: la condizione forse non è ottimale, così come la testa delle teste di serie azzurre. Quanto alle altre finali della giornata, continua la maledizione di Michael Phelps. Il campionissimo americano ha sì migliorato il record di 18 medaglie olimpiche appartenente alla ginnasta russa Larisa Latyinina (1956-1964) ma l’oro continua a sfuggire, almeno a livello individuale: la 4×200 ha infatti chiuso al primo posto mentre i 200 farfalla sono andati al sudafricano Chad Le Clos, che rimonta Phelps con un finale emozionante bruciandolo per 5 centesimi. Terzo oro in tre giorni per la discussa Ye Shiwen: ma i 200 misti sono suoi con un tempo più “umano” (2:07:57).

Approfondimenti