Tra caso-cuffie e risultati deludenti non sembra proprio esserci pace per il nuoto italiano a Londra. L’Olimpiade infatti continua a regalare delusioni agli azzurri della piscina: le prime due carte da medaglie falliscono miseramente nella seconda giornata di finali al London Aquatics Center. Solo settimo posto (59″97) per Fabio Scozzoli nei 100 rana, quinta posizione invece per Federica Pellegrini (4’04″50) nei 400 vinti dalla francese Muffat, che ha pure “scippato” a Fede il primato del mondo, e le cose non sono andate meglio per la 4×100 stile maschile con Dotto, Orsi, Santucci e Magnini che hanno chiuso con il settimo tempo nella gara sorprendentemente vinta dalla Francia sugli Stati Uniti grazie ad un poderoso recupero dell’ultimo frazionista, Yannick Agnel, che ha avuto la meglio su sua maestà Ryan Lochte, fresco campione olimpico dei 400 misti. Continua quindi la maledizione di Michael Phelps: quattro anni fa a questo punto aveva già dure ori, ora si deve accontentare di un argento. Delusione cocente quindi per Federica Pellegrini, sebbene ormai da qualche tempo la gara che la rivelò al mondo non è più il pezzo forte della casa: partita da una scomoda prima corsia, Fede è rimasta a galla per metà gara, per poi tradire proprio sulla sua specialità, il finale in crescendo che le manca da tempo. Qualcosa non va, è evidente, anche se quello di Londra è comunque il suo primato stagionale. Problema di testa o di gambe? Fede punta sulle gambe, provando a minimizzare l’extra-piscina: “Non ne avevo più di così” ha detto a fine gara. Un segnale preoccupante in vista dei 200. Non resta che attaccarsi alla cabala visto che già nel 2008 la numero uno italiana aveva chiuso al quinto posto i 400 per poi dominare nella mezza distanza. Male anche Scozzoli: i 100 rana più veloci di sempre vanno a Cameron Van der Burgh, autore del record del mondo, ma Fabio è rimasto in gara solo nella prima vasca per poi cedere di fronte alla rimonta dell’americano Hansen he ha strappato il terzo posto. Secondo l’australiano Sprenger.