Ha portato per la prima volta la Gran Bretagna in trionfo sui Campi Elisi, ha inaugurato la Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi con quel simbolico rintocco alla campana, ed ora ha regalato alla sua nazione la sospirata medaglia d’oro, al quinto giorno di gare. E poco importa che non sia stata la prima a livello cronologico, anticipata di poche ore da quella conquistata nel canottaggio dal due senza donne. Bradley Wiggins è sempre più nella storia: suo l’oro nella cronometro individuale, ultima prova su strada del programma di ciclismo, 44 km ad Hampton Court, costellato di spettatori inglesi festanti. Per Wiggo è il quarto oro olimpico della carriera, primo su strada, dopo quelli raccolti su pista nell’inseguimento individuale (Atene 2004 e Pechino 2008) ed a squadre (Pechino 2008). Settima medaglia olimpica complessiva, primo inglese di sempre meglio di Steve Redgrave.

Dominio

Non una vittoria, ma un dominio, sulla falsariga delle prestazioni di Wiggo nelle crono dell’ultimo Tour: il campione del mondo in carica nella specialità, il tedesco Tony Martin, è stato distanziato addirittura di 42 secondi mentre il bronzo è andato a Chris Froome, l’”amico-nemico” di Wiggins, lontano addirittura 1”08, a completare il trionfale podio per i colori britannici. Delusione per Fabian Cancellara: la Locomotiva di Berna, condizionata dalla terribile caduta nella prova in linea di sabato, ha chiuso solo al sesto posto, a 2’14” da Wiggins, addirittura dietro a Marco Pinotti. L’atleta bergamasco ha rappresentato al meglio i colori italiani con un quinto posto distante solo 1’ dalla medaglia di bronzo. Quarto posto per l’americano Taylor Phinney. Ma tutti, specialisti e non, sono stati messi in fila da un Wiggins epocale, capace di ipotecare la gara fin dal primo intermedio.