L’uomo più veloce della terra è sempre lui, e la notizia in fondo è proprio questa. Usain Bolt si riconferma campione olimpico dei 100 metri ed è la prima volta che questo succede nella storia, almeno in pista visto che la doppietta di Carl Lewis ’84-’88 fu sancita solo a tavolino dopo la squalifica di Ben Johnson a Seul: 9.63 il tempo di Bolt, non da record del mondo come nell’indimenticabile giornata pechinese di quattro anni fa, ma miglior risultato dopo il record di Berlino 2009 e comunque quanto basta per ribadire le gerarchie dopo qualche dubbio di troppo che Usain aveva fatto insinuare in seguito a due anni poco soddisfacenti, tra la clamorosa falsa partenza dei mondiali di Daegu 2011 fino al deludente rendimento nei trials. Ma era solo un momento transitorio, un piccolo spazio lasciato per far sognare gli avversari: così come successo nei quarti di questi 100 metri, troppo frenati per essere veri. Ed è doppietta per la Giamaica: secondo infatti è Nathan Blake, degno comprimario di Bolt ma ancora ben distante, 12 centesimi senza considerare il rallentamento finale di Usain, terzo posto per Justin Gatlin, ritornato a grandi livelli dopo la squalifica per doping. Delude invece Asafa Powell che s’infortuna ai 70 metri e chiude in 11”99. Smaltita la consueta partenza non esaltante Bolt si è allungato sulla pista in tutta la sua potenza ed eleganza, bruciando Gatlin in testa per i primi venti metri e poi pure Blake. Poi c’è tempo solo per la classica esultanza: un’immagine tra le tante di una serata che è già storia.