Usa o Giamaica? Giamaica o Usa? Dalla piscina alla pista, dal nuoto all’atletica, il duello cambia: il contraltare degli americani non è più la Cina bensì il piccolo paese caraibico capace però di sfornare talenti della velocità. Il redde rationem è fissato per domenica sera, quando andrà in scena la gara più attesa di tutta l’Olimpiade, i 100 metri uomini. Nella mattinata di sabato intanto si sono svolte le batterie, dalle quali è sempre difficile cogliere segnali significativi. Tre da una parte e tre dall’altra, i favoriti si sono spartiti i quattro quarti di finale: stando ai freddi tempi il numero uno dovrebbe essere il meno quotato della vigilia, Ryan Bailey, molto positivo nel suo 9.88 frenato che vale il primato personale ma agevolato da 1 metro e mezzo di vento a favore. Eccellente anche il 9.97 di Justin Gatlin. I tre giamaicani invece si sono accontentati di vincere le batterie, senza impressionare nei tempi: 10 netto per Blake, 10.04 per Powell e 10.09 per Bolt, un centesimo peggio di Tyson Gay, ultimo del tris americano. La sensazione è che i tre a stelle e strisce abbiano voluto dare l’impressione di esserci e di essere pronti a riprendersi lo scettro olimpico che manca dal 2000. Imperscrutabile la condizione di Bolt, qualcosa in più si potrà capire dalle semifinali.

PBi

Intanto la “prova generale”, ovvero i 100 donne, vanno alla Giamaica che si assicurano oro e bronzo: Shelley-Ann Fraser-Pryce si conferma la donna più veloce del mondo come a Pechino, argento all’americana Carmelita Jeter davanti a Veronica Campbell-Brown. Per l’Italia è già tempo di prime delusioni: Giorgio Rubino è solo 42° nella 20 km di marcia, Daniele Meucci finisce addirittura doppiato nei 10000 vinti dal britannico Mo Farah mentre Bencosme e Grenot non riescono ad entrare nelle finali rispettivamente dei 400 ostacoli uomini e del giro di pista donne. E nel caso dell’italo-cubana era lecito attendersi qualcosa di più.

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