Dai venti centesimi di Tania Cagnotto ad un regolamento assurdo e discutibile, la musica non cambia: per l’Italia arriva un’altra medaglia di legno a Londra 2012, la seconda nella ginnastica dopo quella di Busnari nel cavallo con maniglie, nel secondo giorno in assoluto senza medaglie. La “conquista” Vanessa Ferrari, quarta nel corpo libero che ha chiuso il programma olimpico della ginnastica artistica in attesa della ritmica che tante soddisfazioni dovrebbe regalare all’Italia. Un’autentica beffa per l’atleta bresciana che ha totalizzato un punteggio di 14.900, lo stesso della qualifica e lo stesso della russa Mustafina che però ha strappato un bronzo in virtù del maggior indice di difficoltà dell’esercizio scelto. Prepararsi per quattro anni per un appuntamento di tre minuti e poi vedere sfumare tutto per un cavillo regolamentare fa davvero male ma le regole sono queste e, seppur discutibili, vanno accettate. Così farà Vanessa che con ogni probabilità proverà a prendersi la rivincita a Rio alla caccia di quella medaglia femminile nella ginnastica che ancora manca all’Italia: certo, in mezzo ci sono altri quattro anni di sacrifici ma Vanessa sembra essersi definitivamente alle spalle le difficoltà degli anni scorsi, mostrando di essere tornata sui livelli che la fecero conoscere al mondo nel 2006. A conti fatti, comunque, qualche motivo di rimpianto extra-regolamento ci sono: in primo luogo il piccolo saltello commesso dopo l’esecuzione della prima diagonale, ma soprattutto la scelta di rinunciare al flic finale che ha fatto salire l’esercizio dalla valutazione di 5.90 a quella di 6.20. Una scelta, quella di Vanessa, tesa a rischiare il meno possibile dopo le tante imperfezioni delle ginnaste che l’avevano preceduta. Ma tale discriminante è risultata decisiva, anche se solo con il senno del poi. La medaglia d’oro è andata all’americana Alexandra Raisman (15.600), già oro a squadre, argento alla rumena Catalina Ponor (15.200).