Il momento dell'ufficializzazione di Tokyo sede Olimpica 2020

Il momento dell’ufficializzazione di Tokyo sede Olimpica 2020

Alla fine ha vinto l’organizzazione giapponese. Ma ha perso il coraggio mancato del Cio. Tokyo ha ottenuto l’organizzazione dell’Olimpiade 2020. Questo l’esito della riunione numero 125 della storia del Cio, l’ultima diretta dal presidente uscente Jacques Rogge, svoltasi a Buenos Aires. Tokyo ha battuto al ballottaggio conclusivo Istanbul per 60-36 dopo la sorprendente affermazione turca su Madrid al primo turno, quando il largo vantaggio ottenuto da Tokyo aveva già prefigurato l’esito finale.

Tokyo 2020: il momento dell’assegnazione

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L’Olimpiade quindi tornerà in Asia appena dodici anni dopo Pechino, un evento unico nella storia dei Giochi: delle ultime sei edizioni estive extra-europee, tre sono andate all’Asia. Un vero trionfo per la capitale giapponese, dove i Giochi torneranno 75 anni dopo la tragedia nucleare, 56 anni dopo l’edizione del 1964, ma soprattutto un trionfo per il premier Shinzo Abe, presente in Argentina al pari dei colleghi Erdogan e Rajoy. Perché non era facile convincere i membri votanti che appena tre anni dopo la tragedia di Fukushima il Giappone può già meritare la fiducia del mondo per un evento così imponente.

La festa del comitato giapponese

La festa del comitato giapponese

Olimpiade Tokyo 2020: il progetto giapponese. E la speranza italiana

Tokyo è una delle città più sicure del mondo, lo è adesso, lo sarà anche nel 2020” ha detto Abe dopo l’assegnazione, cui ha presenziato anche la principessa Hisako Takamado. Sorride anche l’Italia: la mancata assegnazione a Madrid, infatti, tiene in piedi il sogno di presentare la candidatura di Roma per il 2024. Non a caso hanno votato Giappone i membri italiani, Carraro, Cinquanta e Pescante. Se ne riparlerà. Ma sul piano sportivo Tokyo, che avrebbe dovuto ospitare l’Olimpiade del 1940 poi cancellata dalla guerra, si è meritata la fiducia grazie ad un progetto ecosostenibile (lo Stadio Olimpico sarà alimentato grazie all’energia solare) e razionale, che faceva leva sulla presenza di tutti gli impianti entro due aree, l’Heritage, che comprenderà lo Stadio Olimpico da 68.000 posti, e la Tokyo Bay, condensate nel raggio di poco meno di nove chilometri, e poco ha importato se molti di essi sono per il momento ancora sulla carta, tutti da costruire, a partire proprio dallo Stadio, che sarà ultimato solo nel 2018, un anno prima dei Mondiali di rugby che si svolgeranno proprio in Giappone.

Il premier giapponese Shinzo Abe

Il premier giapponese Shinzo Abe

Olimpiade 2020: le sconfitte

Tutto il contrario di Madrid, che rimane quindi ancora a secco di Olimpiadi inanellando la terza sconfitta dopo quelle del 1972 e del 2012. Alla capitale spagnola non è bastato un progetto low cost, con il preventivo più basso tra le finalsite e quasi l’80% degli impianti già esistenti. La crisi che attanaglia il paese ha spinto i votanti ad evitare al Cio nuovi problemi visto che persino un’economia come quella brasiliana sta segnando il passo nell’organizzazione dei Giochi 2016. Peggio è andata ad Istanbul, giunta alla quinta sconfitta consecutiva: la capitale turca infatti è in lizza ininterrottamente dal 2000. Questa volta sembrava quella giusta, ed in questo senso le ultime scelte del Cio e dei Comitati Organizzatori di molte discipline sportive lasciavano ben sperare verso un’inedita apertura verso Oriente attraverso una città in grado di unire due continenti come Europa ed Asia mai come in questo momento storico bisognose di trovare un punto di contatto nello sport. Ma i disordini di quest’estate, oltre forse ai dubbi verso gli impianti, che sarebbero stati dislocati in punti molto lontani della città, sono costati carissimi alla Turchia. Però un po’ di coraggio in più non avrebbe guastato: una scelta verso Istanbul sarebbe stato un bel segnale politico, mentre optare per Madrid avrebbe significato dare fiducia ad una popolazione che certo tra sette anni sarà uscita dalla crisi. Invece ha vinto la prudenza, ha vinto la fiducia verso la florida economia giapponese. Era lecito attendersi più coraggio dall’ultima riunione del Cio sotto l’egida di Rogge.