otzi la mummia del similaun
otzi la mummia del similaun


“Mummie, sogno di vita eterna”, 60 mummie in mostra a Bolzano e un ciclo di eventi sull’uomo del Similaun. Bolzano sarà al centro di un ciclo di eventi iniziato ieri, dedicati alla mummia piu’ famosa del mondo, scoperta il 19 settembre 1991 sul ghiacciaio del Similaun, in Val Senales.  Quando riemerse da un sonno glaciale di 5.300 anni, Oetzi pesava 15 chilogrammi, era alto 1,60 m. Accanto a lui si trovarono resti delle sue scarpe, del mantello, della faretra, dei suoi calzoni e di un ascia.

Nel Museo Archeologico dell’Alto Adige sarà presentata un’esposizione di mummie. La mostra, intitolata appunto “Mummie. Sogno di vita eterna”, sarà visitabile dal 10 marzo al 25 ottobre 2009 è rappresenta un’importante esposizione sulla storia e la natura delle mummie.

Ve ne saranno esposte oltre 60, numerosi reperti e preziosi oggetti rituali offrendo così una visione affascinante sul fenomeno e pratica della mummificazione, diffuso ovunque nel mondo da che si conosce la storia dell’uomo. Si potranno toccare i diversi ambienti naturali e le differenti civiltà, dai dinosauri a Ötzi, dall’antico Egitto ai giorni nostri.

Per conservare il corpo di Oetzi ma nel contempo continuare le ricerche sul suo conto, l’Istituto per le Mummie e l’Iceman dell’Accademia Europea di Bolzano ha realizzato un progetto originale e per ora unico. Il corpo della mummia Oetzi è stato fotografato da dodici diverse angolazioni e tutte le foto (anche tridimensionali) sono state raccolte in un libro e sul sito www.icemanphotoscan.eu (in rete dal 3 marzo).

Congresso internazionale: “bolzano mummy congress”

L’appuntamento di ieri è stato il preludio ad un evento di importanza scientifica ancora più grande, che si terrà dal 19 al 21 marzo, sempre all’Accademia Europea di Bolzano: il “Bolzano Mummy Congress“, che richiamera’ archeologi, paleontologi, paleobotanici ed esperti di tecniche di conservazione internazionali.

Il programma scientifico e’ incentrato in particolare sulle applicazioni delle scienze biomediche negli studi sulle mummie. sito web: www.icemanphotoscan.eu.

La mummia del Similaun (nota anche come Uomo di Similaun, Uomo venuto dal ghiaccio o Ötzi) è stata scoperta sulle Alpi Venoste (ghiacciaio di Similaun, 3.210 m s.l.m., ai piedi del monte omonimo) al confine fra Italia e la Valle del Tirolo Austriaco Ötztal (sul versante italiano, nella Provincia autonoma di Bolzano) nel 1991. Secondo studi effettuati la mummia poteva essere originaria di Velturno.
In seguito ad analisi sul DNA mitocondriale del corpo mummificato, è risultato che il ceppo genetico dell’uomo di Similaun risulta non più presente a livello mondiale

Si tratta di un corpo di sesso maschile, inizialmente si pensò che si potesse trattare di un alpinista scomparso in età recente, tanto che venne attivata la gendarmeria austriaca. Durante il recupero, avviato senza particolari accorgimenti, furono danneggiate parti del corpo che inizialmente venne portato ad Innsbruck dove fu esaminato ed attribuito ad un antico abitante di queste zone, soprannominato in seguito da un giornalista Ötzi (od Oetzti), dato il luogo del ritrovamento (=Ötztal/Valle Ötz. Tirolo del nord).

La datazione al radiocarbonio gli attribuisce un’età compresa tra il 3.300 – 3200 a.C., l’Età del Rame, tra il Neolitico e l’Età del Bronzo. Assieme al corpo furono ritrovati resti di indumenti e oggetti personali di grande interesse archeologico: un arco in legno di tasso, una faretra con due frecce pronte ed altre in lavorazione, un coltello di selce, un “correttore” per lavorare la selce, un’ascia in rame, una perla in marmo, esche ed acciarino ed uno zaino per contenere questi oggetti. Proprio l’ascia in rame costituisce un punto di collegamento con la cultura di Remedello nel Bresciano, infatti nelle tombe di tale cultura sono state ritrovate asce della stessa fattura.

Analisi hanno evidenziato la presenza di una punta di freccia in selce all’interno della spalla sinistra (penetrata a fondo in direzione del cuore) ed alcune ferite ed abrasioni (tra cui un taglio in particolare sul palmo della mano destra) che portano ad ipotizzare una morte violenta piuttosto che per cause naturali. La postura innaturale del corpo parrebbe risalire ad un tentativo di estrarre una freccia dal ventre; ulteriori elementi fanno pensare ad un gruppo – di cui faceva parte – scampato ad un agguato, con probabilmente un compagno il cui cadavere Ötzi avrebbe trasportato a spalla fino al luogo della sua morte.