In una gara che si prefigurava come lotta a due in casa Yamaha a causa dell’assenza di Casey Stoner e di un Daniel Pedrosa non proprio “in palla” Valentino Rossi detta legge ancora una volta. Lorenzo in prova aveva mostrato un passo gara di mezzo secondo più veloce del pesarese, che parte bene dalla pole conduce per oltre metà gara.

Il 102 (vittorie) porta bene a Valentino Rossi, mentre il 46 (il numero di Valentino) porta molto male a Jorge Lorenzo che perde una grossa occasione per vincere la gara, per continuare a lottare per il mondiale e per mantenere alta la stima, degli altri e la propria.

Il setup del dopo warm-up ha evidentemente contribuito a recuperare parte del gap che Valentino aveva rispetto a Lorenzo, ma si sa che l’italiano in gara “ne ha sempre di più” dei diretti concorrenti per capacità di adattabilità alle condizioni della moto, della pista e di lettura delle gare, forte anche una tenuta psicologica e di una serenità in cui nessun altro per ora gli è uguale.

Non me ne voglia Lorenzo, ma prima di autocandidarsi ad unico e migliore avversario del Vale, prima di reclamare più soldi dalla Yamaha e fare tanto can can di mercato, non ultimo l’accenno ad un contatto con la Ducati, il maiorchino dovrà mostrare non solo velocità e talento, ma più maturità e meno foga, più umiltà e meno voglia di “dare la paga” al vecchietto che guida la M1 ancora una volta vincente.

Della gara in sé non c’è molto da dire, parte bene Valentino e a fionda come sempre Pedrosa che va in testa ma deve cedere a Rossi alla prima staccata. Lorenzo, notoriamente poco efficace nelle partenze, lo conferma ancora una volta, nonostante i suoi propositi e le premesse delle prove gli davano ragione, di tentare una fuga. In breve tempo si mette comunque alle spalle di Rossi, e lì rimane per oltre metà gara quando, decimo su decimo finalizza l’aggancio del compagno di squadra e immediatamente lo sorpassa (a 6 giri dalla fine).

Valentino ci riprova immediatamente, Lorenzo non ci sta, tenta di resistere dove non si può e si stende, per l’ennesima volta, vanificando di fatto le possibilità di vincere il mondiale. Lorenzo ha ancora tempo e gare davanti a se, ma non deve cedere alla pressione psicologica che Rossi imprime su tutti quelli che hanno provato a contrastarlo. Per assurdo Lorenzo potrà dare il meglio di sé nelle prossime gare, perché potrà pensare a vincere gara per gara piuttosto che al mondiale che, con XX punti di svantaggio è davvero un miraggio, salvo avvenimenti imponderabili.

Ordine d’arrivo MotoGP Repubblica Ceca 2009
1. Valentino Rossi (Yamaha)
2. Daniel Pedrosa (Honda)
3. Toni Elias (Honda)
4. Andrea Dovizioso (Honda)
5. Loris Capirossi (Suzuki)
6. Nicky Haydena (Ducati)
7. Colin Edwards (Yamaha)
8. Alex De Angelis (Honda)

Classifica mondiale MotoGP
1. Valentino Rossi – Yamaha, 212 punti;
2. Jorge Lorenzo – Yamaha, 162;
3. Casey Stoner – Ducati, 150;
4. Daniel Pedrosa – Honda, 135;
5. Colin Edwards – Yamaha, 112;
6. Andrea Dovizioso – Honda, 107;

7. Randy De Puniet – Honda 80;

8. Marco Melandri – Kawasaki, 79;

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