Tutti in piedi sul divano come recita spesso Guido Meda nella telecronaca della Moto GP ed in particolare delle imprese ormai quasi “scontate” del Valentino nazionale, diventato davvero mondiale. Forse questa mattina non erano tutti in piedi sul divano ad assistere al sigillo impresso da The Doctor al suo ottavo titolo mondiale, nell’anno in cui ha superato i record di altri grandi, Giacomo Agostini e Àngel Nieto. La gara iniziava infatti alle 7.00, i meno patiti l’avranno vista in replica o registrata, ma a vederla in diretta eravamo sicuramente in tanti. Tutti praticamente sicuri che il guascone di Tavullia si sarebbe messo in tasca il titolo mondiale, tutti certi che avrebbe cercato di farlo nel miglior modo possibile, quindi vincendo, alla sua maniera.

 

E così è stato, dopo una buona partenza, che solitamente non è il suo punto forte, si è subito sbarazzato di Lorenzo, che grazie alla sua partenza a razzo nelle prime gare qualcuno aveva già dato come suo successore, ha scaldato prima del solito le sue Bridgestone e si è messo alle calcagna di Pedrosa e Stoner, due che anche se non tremano non amano di certo averlo incollato ai tubi di scarico. Il resto sembra quasi facile, infilato il pilota Honda grazie ad una indecisione mette nel mirino l’australiano domatore della rossa Ducati e lo sorpassa con una staccata micidiale con tanto di piede sinistro sollevato dalla pedana.

 

E’ un’ovazione giapponese, italiana, mondiale. Da lì alla fine della gara non c’è storia, Valentino se la gode, arriva sul traguardo con la Yamaha quasi verticale e si dedica alla scenetta del notaio che sancisce la validità del titolo timbrando e firmando il casco appositamente preparato. E’ un grande Valentino, per come sa guidare la moto, per le responsabilità che si è saputo prendere, e per come riesce nonostante tutto, a sembrare, probabilmente ad essere, ancora una persona normale, comune.

Dalla Honda alla Yamaha è stata una scommessa, qualcuno lo ha considerato un atto di presunzione, ma lui ha avuto ragione, vincendo la prima gara, vincendo il mondiale, ed ha avuto ancora ragione a rimanere, a rinnovare il contratto, passando attraverso un “cambio gomme” da Michelin a Bridgestone fortemente voluto, ottenuto, e reso vincente.

 

Ha un sapore diverso questo mondiale, almeno dal punto di vista dei tifosi, perché l’anno scorso ci è sembrato che Vale avesse proprio le armi spuntate per battagliare con la rossa di Borgo Panigale ed il suo bravissimo pilota che è sembrato avere davvero vita facile con una moto nettamente superiore che però è davvero per pochi, dimostrato quest’anno dal flop Melandri. Vedremo come se la caverà Haiden l’anno prossimo, ma credo che prima di trovare un altro pilota che sappia pilotare la Ducati come Casey Stoner dovrà passare parecchio tempo.

 

Valentino ha dichiarato che la vittoria è stata meno netta del divario in classifica, che è frutto anche degli errori di Stoner, dando comunque merito ai rivali. Signore anche giù di sella Rossi, nonostante il rude duello di Laguna Seca, (ma avete visto che cosa ha rischiato oggi Lorenzo, tentando il sorpasso su Pedrosa?), e nonostante i già dimenticati problemi fiscali dell’anno scorso.

Con la sua simpatia, la sua bravura, il suo genio e sregolatezza in pista lui cattura quasi tutti. Ha ancora tanta voglia di andare in moto Valentino, uno dei suoi punti di forza è proprio il fatto che si diverte, e speriamo che faccia ancora divertire noi, l’anno prossimo ancora sulla Yamaha, e poi? Perché non pensarlo vestito di rosso sulla rossa bolognese?
Valentino c’è, sognare si può.

Valentino Rossi


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