Moto GP: ritiro Kawasaki Marco Melandri appiedato


Un altro abbandono clamoroso colpisce il mondo motoristico: quello della Kawasaki che lascia la Moto Gp a causa della crisi economica.

Non deve essere un Capodanno felice quello di Marco Melandri, e nemmeno del compagno (ormai ex) di squadra John Hopkins, a causa della decisione della casa giapponese di interrompere l’impegno in Moto Gp, anche a causa degli scarsi risultati ottenuti. La casa di Akashi è presente da sei stagioni nella classe regina, senza avere centrato nemmeno una vittoria che per tutti era l’obiettivo minimo da raggiungere.

Il pilota ravennate ingaggiato dopo un anno nero con la rossa Ducati si ritroverebbe quindi appiedato. Non voleva credere alla notizia che gli è stata riferita due giorni fa. Forse la Kawasaki lascia il Motomondiale 2009: e` solo una voce o una possibilita` concreta? Ancora non si sa, intanto lui e` costretto a fare i conti con domande scomode, alle quali puo` rispondere solo in parte. `Posso solo sperare di svegliarmi il primo gennaio e di scoprire che e` tutto un brutto sogno” aveva detto. Devo aspettare e sentire qualcuno, al momento non so nulla`.

Non c’è stata comunicazione ufficiale ma una lettera ai dipendenti, compresi i piloti firmata dal presidente Yoshio Kawamura. Un altro colpo duro al mondo dei motori, dopo l’abbandono di Honda dalla Formula 1, e di Suzuki e Subaru dal mondiale Rally.

Il manager di Melandri, Carlo Pernat dice di non avere avuto contatti con nessuno, ma di non essere ovviamente tranquillo, “Dovevo partire per una vacanza in Brasile, ma a questo punto credo che non mi muoverò e resterò attaccato al telefono. Per fortuna che il contratto fra Capirossi e la Suzuki è stato già firmato. Perché mi risulta che invece Melandri il suo, dovesse ancora siglarlo».

Il ritiro della Kawasaki sarebbe assai preoccupante per il mondiale MotoGP, perché le moto schierate al via sarebbero 17, ovvero una in meno del minimo regolamentare imposto dalla FIM per poter disputare un campionato del mondo.

La crisi economica sembra adottata da molti per giustificare un ritiro premeditato, e il timore è che possa non essere l’ultimo. L’addio di Sito Pons e del suo celebre team era stato la prima avvisaglia. A questa crisi si è giunti piano piano nel corso degli anni, indipendentemente dalla situazione economica attuale. E’ figlia di una gestione del campionato che ha fatto lievitare a dismisura i costi col passare degli anni. Moto prestazionalmente simili alle Superbike che costano dieci volte in più.

I Fratelli Flammini, organizzatori del mondiale Superbike, che invece sta vivendo un periodo a dir poco florido, sono pronti ad accogliere Melandri ed Hopkins a braccia aperte, anche se in Superbike il problema è opposto visto che si è vicini al limite massimo di motociclette schierabili.

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