La festa della Francia dopo la qualificazione

La festa della Francia dopo la qualificazione

Francia e il mondiale: in Brasile per rifarsi l’immagine

La certezza è che si può solo migliorare. Fare peggio del 2010 per la Francia sarà proprio impossibile. Dal punto di vista statistico, visto che in Sudafrica i galletti non riuscirono a smentire la maledizione che vuole i finalisti dell’edizione precedente eliminati già alla fase a gironi. Ma soprattutto da quello dell’immagine, visto che la figuraccia epocale di quattro anni, con l’ammutinamento della squadra nei confronti del c.t. Domenech rappresenta tutt’oggi una delle pagine più nere della storia dei Mondiali. Un vulnus che i calciofili francesi non hanno ancora dimenticato, al punto da aver seguito distrattamente, quando non facendo addirittura il tifo contrario, il quadriennio successivo, passato da un Europeo incolore, e destinato a concludersi in Brasile. Un quadriennio nel quale Laurent Blanc prima e Didier Deschamps poi si sono dovuti preoccupare di ricostruire il rapporto con gli appassionati di calcio nazionale, ma soprattutto di ringiovanire un gruppo che in Sudafrica pagò proprio le scorie anche mentali della delusione in Germania, e del successivo Europeo fallito in Austria e Svizzera, quando la Francia uscì clamorosamente al primo turno nel girone di Olanda e Italia.

Giovani d’assalto – Mondiale 2014 squadra Francia

Una missione sostanzialmente riuscita, ed è per questo che Ribery e compagni possono tornare a presentarsi al via di un Mondiale con una discreta dose di ottimismo. Certo, tutto è più facile quando si può contare sugli innesti di un vivaio potenzialmente fortissimo, tra i migliori di sempre del calcio francese. Quello su cui non poté fare affidamento Blanc, ma al quale Deschamps non ha potuto che attingere a piene mani. Raphael Varane e Paul Pogba sono i nomi più illustri, ma anche Kurt Zouma e Clément Grenier, se troveranno spazio tra i 23, potranno ritagliarsi un ruolo molto importante. Il percorso di qualificazione non è stato facile, ma nel complesso brillante, considerando le suddette difficoltà di partenza: inserita nel raggruppamento della Spagna, la Francia ha sognato per un breve periodo di relegare al playoff i Campioni di tutto, grazie al pareggio strappato a Siviglia, ma alla fine ha prevalso la superiore esperienza degli iberici, e soprattutto il superiore tasso tecnico complessivo. Il secondo posto ha costretto a spareggiare contro l’Ucraina: da incubo l’andata a Kiev, quando i francesi uscirono sconfitti per 2-0, ma la rimonta a Saint-Denis, agevolata anche da un piccolo aiuto arbitrale (comunque non paragonabile a quello che spianò la strada nel 2009 contro l’Irlanda di Trapattoni), potrebbe aver fatto scoccare la scintilla. Dentro e fuori la squadra.

Paul Pogba

Paul Pogba

Francia al Mondiale 2014: le stelle della squadra

Il merito di Deschamps è stato quello di perseguire un’idea di calcio moderno, con baricentro alto e un buon pressing, esaltato dalle individualità. Ribery e Benzema su tutti, ovviamente oltre ai giovani già citati. E se Varane è ancora alla ricerca del salto di qualità internazionale, quello brasiliano potrà essere il Mondiale della consacrazione di Pogba. Se lo augura Deschamps, ma paradossalmente un po’ meno la Juventus, che di fronte ad un exploit del suo gioiellino potrebbe essere costretta a prendere in esame eventuali offerte irrinunciabili. E se davanti, oltre a Benzema, Deschamps è appeso alla vena del talentuoso ma discontinuo Valbuena, e ai gol di Giroud, è in difesa che le cose non funzionano ancora al meglio, soprattutto al centro, dove Sakho e Koscielny non danno ancora le necessarie garanzie. Insomma, è una Francia dal potenziale ancora non del tutto inesplorato quella che parte con l’obiettivo minimo dei quarti di finale. Impossibile infatti pensare di non superare in scioltezza il più facile dei gruppi eliminatori, in cui i bleus se la vedranno con Svizzera, Honduras e Ecuador, per un sorteggio che ha creato parecchie polemiche a causa del discusso meccanismo inventato dalla Fifa per ovviare al problema di non poter collocare tutte le Europee non teste di serie in un’unica fascia. Tra sorteggi preliminari, e tanta fortuna, la Francia è finita in un gruppo morbido come un cuscino. Anche se potenzialmente tentatore per chi spesso si compiace un po’ troppo della propria bellezza.

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