Mondiale 2014, andata playoff Europa: Francia a picco in Ucraina, Portogallo di misura



Gol e sorprese nell’andata dei quattro spareggi europei che mettono in palio gli ultimi quattro biglietti per il Mondiale 2014 in Brasile. Martedì si giocheranno le sfide di ritorno: tutte le partite sembrano aperte, ma il compito più difficile spetterà alla Francia di Deschamps e Pogba, maltrattata in Ucraina.

 

Portogallo-Svezia 1-0

La sfida di cartello era quella in programma al Da Luz tra lusitani e scandinavi. Presentata alla vigilia come il confronto tra Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic, il campo non ha tradito le attese. E se il fuoriclasse svedese ha deluso, come spesso gli capita nelle partite decisive, CR7 ha confermato il momento di grazia vissuto da inizio stagione. Così l’intero Portogallo calcistico s’attacca alla sua prodezza, che sblocca a dieci dalla fine un incontro dominato da un Portogallo parso nettamente superiore sul piano tecnico e della manovra, ma condizionato da un’eccessiva lentezza nel possesso palla oltre che dall’endemico difetto di non riuscire a concretizzare la mole di gioco prodotta. A dir la verità la Svezia non ha concesso molte occasioni ai lusitani, ostinati nel cercare soluzioni centrali per sfondare il muro gialloblù, così paradossalmente è proprio della Svezia l’occasione migliore del primo tempo, con Larsson che, su cross di Elmander, chiama Rui Patricio ad una respinta impegnativa dopo 20’ di sterili attacchi portoghesi. Nella ripresa però il Portogallo alza i ritmi del gioco: la squadra di Bento cerca anche le conclusioni da lontano, ma Isaksson è attento su Nani. La Svezia può solo difendersi, capitolando nel finale sull’incornata di Ronaldo su cross di Miguel Veloso. I gialloblù barcollano e rischiano di subire subito il raddoppio, ma la traversa nega il raddoppio a Ronaldo. Ibra è ancora in corsa: ma se il Portogallo farà gol a Stoccolma la missione diverrà quasi impossibile.

 

Ucraina-Francia 2-0

I bleus rivedono gli spettri del 1994: da Houllier, c.t. dell’epoca, e Kostadinov, il giustiziere bulgaro che buttò fuori i galletti da Usa ’94, a Deschamps e Yarmolenko, autore del gol del raddoppio dell’Ucraina che trasforma la sfida di ritorno in programma martedì a Saint Denis in una vera impresa. A Kiev la Francia non gioca male, tenendo a lungo il possesso del pallone, ma manca d’inventiva sulla trequarti, e della necessaria lucidità per sfondare la difesa della squadra di Blokhin, che punta tutto su ripartenze organizzate. Così i francesi contano solo un paio di incursioni di Ribery. La missione ucraina va anche oltre le più rosee aspettative, visto che nella ripresa, proprio nel momento della maggior pressione francese, arriva il vantaggio che spacca la partita, con la Francia colpevolmente vulnerabile e colpita dal gol del talentino Roman Zozulya, che al 61’ sorprende Lloris con un tiro dalla distanza non trattenuto dal portiere del Tottenham, prima del rigore di Yarmolenko, procurato dal solito Zozulya, atterrato da Koscielny, poi espulso nel finale.

 

Konstantinos Mitroglou
Konstantinos Mitroglou

Grecia-Romania 3-1

Terza partecipazione al Mondiale vicina per la Grecia, che si aggiudica per 3-1 l’andata del derby balcanico contro la Romania. Martedì a Bucarest Samaras e compagni potranno accontentarsi di una sconfitta di misura. Protagonista del match Kostas Mitroglou, l’attaccante di origini cipriote che sta trascinando a suon di gol l’Olympiacos: due le reti messe a segno nella serata, di testa al quarto d’ora per sbloccare il risultato e con una gran conclusione dalla distanza a metà tempo per il gol del 3-1. Repertorio completo quindi quello del bomber di Fernando Santos, autore anche di una partita generosa con sponde e movimenti sull’arco offensivo per favorire gli inserimenti dei centrocampisti, e pure di un’altra potente conclusione da fuori che, al 75’, chiama il vice-portiere della Roma, Bogdan Lobont, ad una parata decisiva che nega la tripletta all’attaccante greco. La Grecia, seconda nel girone F con un solo punto in meno rispetto alla Bosnia, ha mostrato una chiara superiorità tecnica rispetto ad una Romania giovane ed ingenua, cui non è bastato il gol del provvisorio pareggio firmato già al 20’ da Stancu, autore di un bel calcio di punizione. Si tratta comunque della rete che tiene aperto il discorso-qualificazione, vanificata però già dopo un minuto dalla rete di Salpingidis. Nel secondo tempo la Romania si difende con ordine ma solo per venti minuti, prima di crollare nel finale: oltre alla “quasi tripletta” di Mitroglou nel finale è Samaras a sfiorare il poker che avrebbe quasi chiuso il discorso. La Romania manca dal Mondiale dal 1998: per riscrivere la storia ci vorrà un’impresa.

 

Islanda-Croazia 0-0

Il sogno islandese è intatto. Una delle ex cenerentole del calcio europeo sogna di sbarcare dall’altra parte del mondo, in Brasile, per una qualificazione che avrebbe il sapore dell’impresa. Intanto a Reykyavik la Croazia non passa: finisce senza reti la prima ufficiale di Nico Kovac sulla panchina dei biancorossi, ed a Zagabria martedì si potrà solo vincere per non lasciare che la Bosnia sia l’unica delle repubbliche ex jugoslave presenti in Brasile. A dir la verità, però, è la squadra di Lagerback può rimproverarsi un eccessivo attendismo, che le ha impedito di cercare con maggiore decisione la via della rete. Sterile il possesso palla dei croati, pericolosi di fatto solo nel finale quando, di fronte ad un avversario stanco ed in dieci uomini per l’espulsione in avvio di ripresa di Skulason per doppia ammonizione, Perisic non inquadra la porta da fuori area. Per l’Islanda un paio di buone occasioni, entrambe con Alfred Finnbogason, il centravanti rivelazione in forza al e pericoloso in particolare in avvio di ripresa con una conclusione forte e tesa che è terminata di un soffio sul fondo. Fuori per infortunio ad inizio ripresa l’altro bomber islandese, l’attaccante dell’Ajax Sigthorsson. Un’assenza pesante in vista del ritorno..

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