La festa australiana dopo la qualificazione

La festa australiana dopo la qualificazione

Mondiale 2014 – Australia, una Nazionale a crescita zero

Un percorso di qualificazione accidentato, dovuto non esclusivamente allo spostamento nella zona asiatica, un c.t. in carica da sei mesi, e una discreta dose di sfortuna in fase di sorteggio. Dopo anni da comparsa, l’Australia è ormai una presenza fissa nel panorama della Coppa del Mondo. Eppure la parabola imboccata dai Socceroos sembra avviata verso una discendenza inesorabile, anche a causa dell’incapacità di liberarsi del sogno vissuto otto anni fa. L’estate del 2006 che regalò all’Italia un insperato titolo Mondiale, infatti, fu anche quella in cui gli australiani seppero dimostrare al mondo di sapersela cavare dignitosamente anche con ai piedi un pallone sferico, e non ovale, tornando alla fase finale di un Mondiale 28 anni dopo l’unica comparsata, in Germania. Gran parte del merito fu di Guus Hiddink, che quattro anni dopo aver toccato vette inesplorate con la Corea, regalò due settimane memorabili anche agli appassionati australiani, piegati solo da un rigore di Francesco Totti nella partita chiave del percorso azzurro. Da quel 26 giugno, però, il calcio australiano si è fermato, e con esso anche il suo settore giovanile. Per questo pensare di salvare la pelle in Brasile in uno dei raggruppamenti più difficili sembra pura utopia. Perché forse né la Spagna campione in carica, e l’Olanda finalista in Sudafrica, sono più quelle del 2010, ma il gap tecnico rispetto agli australiani è notevolissimo, così come quello che separa i Socceroos da un Cile sicura mina vagante, e pronto a lottare almeno per il secondo posto.

CT Australia – l’arrivo in corsa di Postecoglou

Ecco perché la vittoria ottenuta nell’ultima partita di Sudafrica 2010, con la squadra già eliminata, contro la Serbia, dovrebbe restare la seconda e per il momento ultima della storia della Nazionale al torneo iridato. La conferma più immediata viene dal fatto che la Federazione ha prima voluto dare continuità a quanto seminato da Hiddink, affidando la panchina al connazionale Pim Verbeek, per poi ripiegare sull’esperto tedesco Holger Osiek, tuttavia mai entrato in sintonia con l’ambiente e con i giocatori, come evidenziato dai problemi di comunicazione linguistici. Inevitabile allora l’esonero, arrivato in autunno: a guidare la squadra in Brasile sarà allora Angelos Postecoglou, australiano di origini greche, vecchia gloria del Melbourne, e con una lunga esperienza in panchina. La sconfitta in finale di Coppa d’Asia 2013 contro il Giappone di Zaccheroni rappresenta allora il punto più alto di una gestione che si è dovuta scontrare con la crescita zero del movimento. L’A-League infatti si è sì arricchita del glamour portato da Alessandro del Piero, ma il campionato è in realtà un coacervo di giocatori calcisticamente anziani, dove il ricambio generazionale è un’utopia.

Mark Bresciano

Mark Bresciano

Australia al Mondiale 2014: le stelle della squadra

Basti pensare che quasi la metà dei 23 che Osijek dovrebbe portare in Brasile hanno più di 30 anni, e ovviamente avevano già fatto parte del gruppo in Germania. Così se giocatori come Brett Emerton e Luke Wilshire, pur ancora in attività, hanno preso congedo dalla Nazionale, punti fermi sono ancora alcune vecchie conoscenze dei campionati europei, come il “nostro” Mark Bresciano, ex di Empoli, Parma, Palermo e Lazio, e Tim Cahill, a lungo protagonista in Premier. Entrambi stanno svernando rispettivamente in Qatar e Stati Uniti, tornei non proprio all’avanguardia. Ma evidentemente dalle parti di Sydney non c’è niente di meglio, se è vero come è vero che i pali sono ancora difesi dal 41enne Mark Schwarzer, terzo portiere al Chelsea di Mourinho dopo tante esperienze in Premier, e che la difesa si fonda su Lucas Neill, 36 primavere portate in giro per la J-League giapponese con la maglia dell’Omiya Ardija. Nello stesso campionato milita Joshua Kennnedy, centravanti gigantesco, dall’ottima media-reti in Nazionale, e autore del gol decisivo per la qualificazione nell’ultima giornata contro l’Iraq, capace di scongiurare l’aggancio al terzo posto del girone da parte della Giordania. E del gruppo fa ovviamente ancora parte anche Brett Holman, autore dell’ultimo gol iridato dell’Australia. Trovare un erede basterebbe per considerare positiva la spedizione brasiliana.

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