Joel Campbell

Joel Campbell

Il Mondiale per il Costa Rica, un sogno lungo 24 anni

Brasile nel 1990, ancora Brasile nel 2002, Germania nel 2006, addirittura Italia e Uruguay al quarto tentativo. Tutto si può dire meno che la Costa Rica sia stata storicamente accompagnata dalla fortuna nei sorteggi mondiali. Eppure, i ticos (soprannome dovuto alla vicinanza linguistica con la Spagna) sono quasi sempre riusciti a fare bella figura, conquistandosi anche sul campo quella simpatia che non si mai potuta negare alla nazione più piccola che abbia mai preso parte ad un Mondiale. In tre partecipazioni alla rassegna iridata, la Costa Rica è sempre riuscita a togliersi di dosso i panni della squadra materasso, puntualmente assegnatigli dopo i difficili sorteggi. Anche nel 2006, unica occasione in cui la Nazionale centroamericana chiuse il girone eliminatorio con tre sconfitte su tre partite, i rossoblù fecero soffrire non poco i padroni di casa della Germania, capaci di aggiudicarsi la partita inaugurale, ma solo per 4-2. Pur affiliata alla Fifa dal 1921, la Costa Rica ha navigato a vista fino alla metà degli anni ’80, limitandosi a battere con buona regolarità Guatemala e Honduras. La svolta arrivò proprio in vista delle qualificazioni a Italia ’90, quando la Costa Rica fu brava ad approfittare della crisi del Messico, che steccò l’unica qualificazione dal 1986 in avanti. Determinante fu la decisione di affidare l’impresa alle cure di un certo Bora Milutinovic, santone del calcio mondiale, al quale riuscì l’impresa di portare i ticos agli ottavi di finale, dopo aver sconfitto Svezia e Scozia ed essersi arreso solo al Brasile, oltre che alla Cecoslovacchia nella gara ad eliminazione diretta.

Le vittorie su Messico e Stati Uniti, qualificazioni Mondiale 2014 Costarica

Tuttavia, pur cominciando a rappresentare un punto di riferimento nella zona centroamericana, il cammino iridato della Costa Rica si è via spento, come confermato dalla negativa partecipazione a Germania 2006. Ma ora, dopo aver solo sfiorato l’accesso a Sudafrica 2010, svanito al playoff contro l’Uruguay, i ticos sono tornati nell’élite grazie a un percorso di qualificazione eccezionale, concluso al secondo posto, a soli quattro punti dagli Stati Uniti e con ben sette lunghezze di vantaggio sul Messico, con la perla della storica vittoria di San Josè sugli Usa, il 6 settembre scorso, che ha spianato la strada alla qualificazione, arrivata grazie al pareggio contro la Giamaica, con una giornata d’anticipo, altro record assoluto nella storia costaricana.

Il c.t. della Costa Rica José Luis Pinto

Il c.t. della Costa Rica José Luis Pinto

Costa Rica ai Mondiali 2014: le stelle della squadra

Segnali che permettono di dire come il gruppo affidato al c.t. colombiano Jorge Luis Pinto sia il più forte di tutti i tempi, per livello tecnico e di esperienza. La quasi totalità dei nazionali infatti milita in Europa, con la maggior concentrazione tra Norvegia, dove giocano i difensori Gonzalez e Gamboa e il centrocampista Diego Calvo, e Danimarca, patria calcistica dell’esterno Cristian Bolaños, in forza al Nordsjaelland, e quindi uno dei due nazionali a disputare la Champions League insieme a Joel Campbell, giovane attaccante dell’Olympiakos, in possesso del giusto mix di tecnica e velocità che ne fanno il degno erede della lunga serie di bomber storici costaricani. Da Hernan Medford, il “pioniere” che dopo il Mondiale ‘90 arrivò in Italia indossando la maglia del Foggia (primo giocatore costaricano a sbarcare in Serie A, seguito sei anni dopo da Gilberto Martinez, bandiera del Brescia, visto poi anche alla Roma e attualmente al Lecce) a Rolando Fonseca e Paulo Wanchope, attaccante protagonista per lunghi anni in Premier League, e autore dei due gol alla Germania nella sfida del 2006. Ma la prima linea della Costa Rica 2014 può contare anche sull’esperienza di Bryan Ruiz e Alvaro Saborio, quest’ultimo già presente in Germania. Il mix tra un organico di qualità e le conoscenze tattiche di Pinto, sacchiano convinto, fautore di un 4-4-2 tutto pressing e gioco d’attacco, dovrebbe quantomeno assicurare spettacolo nelle difficili sfide contro Uruguay, Inghilterra e Italia. La qualificazione è quasi impossibile, ma rubare qualche punto alle tre grandi potrebbe essere un’impresa alla portata. Costa Rica 2014: missione guastafeste.

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