Gervinho e Didier Drogba

Gervinho e Didier Drogba

La grande occasione degli Elefanti – Costa d’Avorio Mondiale 2014

Questa volta anche la sorte c’ha messo del proprio. E non ci sono più scuse. Dopo due gironi infernali in altrettante partecipazioni, nelle quali se l’è dovuta vedere con Argentina, Olanda, Germania e Portogallo, al terzo tentativo la Costa d’Avorio ha avuto un sorteggio umano: Colombia, Grecia e Giappone. Forse fin troppo umano, nel senso che, assodata la superiorità dei caféteros (comunque rivedibile in caso di forfeit di Falcao), il fatto che l’equilibrio possa mantenersi fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata potrebbe anche rappresentare un rischio contrario per gli Elefanti, e far riemergere vecchi difetti del calcio africano: eccessiva fiducia nei propri mezzi atletici, approssimazione tattica, e un pizzico di presunzione. Possibilità ancora più concrete per una Nazionale che, pur in possesso di una storia calcistica giovane ad alti livelli, è ormai da anni considerata il Brasile del continente nero per potenzialità e capacità tecniche.

Un conto aperto con la storia – Costa d’Avorio ai Mondiali di calcio

Di fatto sconosciuta fino ai primi anni ’90, la Costa d’Avorio visse un breve momento di gloria nel biennio ’92-94, con un primo e un terzo posto in Coppa d’Africa sorprendenti, visto il livello non eccezionale dei giocatori che composero quelle rose, nessuno dei quali approdato ad alti livelli calcistici, e soprattutto mai più ripetuto, neppure nell’ultimo decennio, quando gli arancio-verdi hanno potuto contare su una generazione di talenti eccezionale, e forse irripetibile, eppure incapace anche per sfortuna di conquistare un meritatissimo alloro. Detto dei Mondiali, in Coppa d’Africa la maledizione sembra insuperabile: si pensi all’edizione 2012, persa in finale ai rigori contro lo Zambia senza neppure subire un gol, o quella 2013, in cui la Costa d’Avorio fu sorpresa ai quarti dai sorprendenti padroni di casa del Burkina Faso. Eppure non ci sono dubbi sul fatto che nessuna Nazionale africana abbia mai potuto contare su giocatori come Didier Drogba e Yaya Touré, ovvero colui che è stato uno dei primi tre centravanti del mondo, e colui che tuttora è uno dei centrocampisti più completi del globo calcistico. Per entrambi sarà l’ultima occasione a grandi livelli, l’ultima possibilità per accarezzare il sogno impossibile, quello di portare una nazionale africana tra le prime quattro del mondo, fatto ancora mai successo.

Sabri Lamouchi

Sabri Lamouchi, ct della Costa d’Avorio

Costa d’Avorio al Mondiale 2014: le stelle della squadra

La sensazione, tuttavia, è che i migliori anni siano ormai trascorsi: colpa dei già citati sorteggi crudeli, ma anche della discutibile gestione federale di alcuni momenti difficili, come quello che nel 2010 portò all’avvicendarsi di tre commissari tecnici differenti, Haliilodzic, l’attuale c.t. dell’Algeria, esonerato dopo la qualificazione Mondiale, ma anche il francese Troussier, prima di Sven-Goran Eriksson, chiamato un mese prima del via della rassegna iridata, ma evidentemente non a disposizione del tempo necessario per conoscere rosa e stile di calcio africano, tanto più in un raggruppamento con Brasile e Portogallo. La stessa situazione stava per ripetersi in queste settimane, con il c.t. Sabri Lamouchi, franco-tunisino vecchia conoscenza della Serie A con le maglie di Parma, Inter e Genoa, poco amato fuori e dentro lo spogliatoio, e a lungo in bilico nonostante una qualificazione relativamente facile. Alla fine il ribaltone non c’è stato, ma fuori dalla porta è già pronto un certo Giovanni Trapattoni, c.t. designato da luglio. Quando forse in Nazionale non ci sarà più Drogba, e neppure l’altra colonna Didier Zokora, primatista assoluto di presenze, ma già ora lontano dai tempi migliori, vissuti tra Francia e Spagna con e Siviglia. Nessun’altra squadra africana comunque può contare su un parco attaccanti così vasto e completo, comprendente la fisicità del gigante Lacina Traorè, l’esperienza di Salomon Kalou, il senso del gol di Doumbia e la velocità del romanista Gervinho. Qualche dubbio in più lo lascia la difesa, dove l’esterno destro Ebouè e il centrale Kolo Tourè, fratello di Yaya, ex compagni all’Arsenal, sembrano aver già dato il meglio. Ma un Mondiale dura un mese. E prima o poi il momento di raccogliere arriva…

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