Ricordando Eusebio – Portogallo al Mondiale 2014

Si profila un’estate calda per i Ronaldo. Il più famoso, e probabilmente ancora il più forte, rischia di essere superato da Miroslav Klose al vertice della classifica dei bomber mondiali di tutti i tempi, togliendo al fenomeno un primato che pareva inattaccabile. Cristiano, invece, avrà semplicemente addosso gli occhi di tutti gli appassionati del pianeta, e soprattutto di una nazione, che gli chiedono il miracolo. Quello di riportare quantomeno il Portogallo tra le prime quattro del mondo, a distanza di 48 anni dall’ultima volta. Inghilterra 1966, non un Mondiale qualunque, bensì quello che, visto il precoce infortunio subito da Pelè e l’assenza di grandi interpreti nell’Inghilterra campione, è passato alla storia per le prodezze di un certo Eusebio. Che da inizio 2014 protegge dall’alto le sorti del calcio portoghese. Un segno del destino cui si aggrappa il tradizionalmente devoto popolo lusitano, che certo non avrà trascurato un altro significativo dettaglio. Come quello che si giocherà in Brasile, nazione ovviamente legata a doppio filo al Portogallo per motivi storici, coloniali e linguistici. Parlare di una seconda casa non è allora esagerato, così come è facile immaginare che sulle tribune degli stadi in cui saranno impiegati i calciatori di Paulo Bento le macchie rossoverdi saranno numerose e rumorose. Oltre a tutto questo ci sono però anche solide basi tecniche che spingono a considerare il Portogallo ai primi posti di quella ideale seconda fila di squadre a ridosso delle favoritissime, quelle che molto difficilmente potranno concorrere per il successo finale, ma il cui approdo tra le prime quattro non potrebbe certo essere considerato una sorpresa.

Ai piedi di CR7 – Mondiali Calcio

La prima e più importante va ricondotta al leader tecnico e morale del gruppo. Mai come oggi, infatti, Cristiano Ronaldo sembra essere riuscito a ridurre il divario che lo separa da Leo Messi nell’eterno dibattito su chi sia il calciatore più forte in attività. Più forte e più decisivo, visto che se in Liga il confronto è settimanale a suon di magie e gol a raffica, per marcare la differenza occorre riferirsi proprio al rendimento in Nazionale. Dove Messi stenta ad essere decisivo, e dove invece Ronaldo è padrone assoluto della situazione in termini di gol e personalità. Tanto per gradire Cristiano ha cominciato a definire le gerarchie lo scorso novembre, devastando la Svezia di Ibrahimovic nel playoff-qualificazione al Mondiale. Il campionissimo svedese, ideale terzo sul podio dei migliori al mondo, ha provato a rispondere colpo su colpo, salvo arrendersi alla superiorità complessiva di Ronaldo. Gol di destro, di sinistro, di potenza o di precisione, Ronaldo ha trasportato di peso i compagni in Brasile, e qui dovrà portarli il più avanti possibile. A 29 anni è l’ultima occasione, dopo troppi anni di anonimato anche in Nazionale. Emblematico il fatto che il nostro abbia superato solo a novembre Pauleta al vertice della classifica marcatori di tutti i tempi. Un segnale che il decollo è arrivato troppo tardi. A pagarne le conseguenze sono stati i compagni. Perché se è vero che i numeri vedono il Portogallo presente tra le prime quattro in tre delle ultime quattro grandi manifestazioni, eccetto il Mondiale 2010 quando la corsa fu fermata solo dalla Spagna, è altrettanto innegabile che i rimpianti siano numerosi.

Il c.t. del Portogallo Paulo Bento

Il c.t. del Portogallo Paulo Bento

Portogallo al Mondiale 2014: le stelle della squadra

Dall’irripetibile Europeo casalingo 2004, perso in finale contro la Grecia, alle sconfitte di misura contro la Francia nella semifinale mondiale 2006 e contro la Germania nell’Europeo successivo. Segnali che qualcosa non va al momento del dunque, quello in cui serve la personalità per fare il salto di qualità. Compito che spetta ovviamente a Ronaldo, visto che proprio nella doppia sfida contro la Svezia, necessaria dopo il secondo posto nel girone eliminatorio vinto dalla Russia, è parso netto il divario tecnico che separa il capitano dal resto del gruppo di Paulo Bento, bravo però a dare alla squadra un gioco moderno che valorizzasse le caratteristiche della stella polare. Perché in attacco Almeida, Varela e Postiga non mettono insieme gol e talento dell’illustre leader, e negli altri reparti si è ancora aggrappati agli ultratrentenni Bruno Alves e Ricardo Costa in difesa, e alla corsa di Meireles a centrocampo. Solo Joao Moutinho e Nani sembrano avvicinabili a Ronaldo sul piano tecnico, e poco meglio va in porta, dove Rui Patricio convince di più dei vecchi Eduardo e Beto, ma non incanta. Superare insieme alla Germania il girone con Usa e Ghana dev’essere scontato, meglio se al primo posto. Ma già agli ottavi contro Belgio o Russia per il PortoRonaldo scatterà il momento della verità.

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