Il c.t. degli Usa Jürgen Klinsmann

Il c.t. degli Usa Jürgen Klinsmann

Ottavi di finale mission impossible

Il biglietto per la nona fase finale del Campionato del Mondo 2014 è stato staccato per gli Stati Uniti, pur con qualche affanno di troppo. Ora, però, bisogna fare in modo di evitare la crisi della… settima partecipazione consecutiva, sesta considerando la qualificazione di diritto in qualità di paese ospitante nel 1994.

Ci sono infatti più speranze che certezze nel bagaglio con cui la Nazionale statunitense si avvicina alla rassegna iridata brasiliana. Una spedizione che ha un unico, grande obiettivo, quello di stabilire il primato assoluto nella storia degli yankees, mai capaci di superare la prima fase dei Mondiali per due edizioni consecutive. Un’impresa quasi impossibile, alla luce del severo sorteggio che ha inserito gli Stati Uniti nello stesso girone di Germania, Portogallo e Ghana, e che vede quindi gli Usa partire da quarto incomodo con poche speranze di travestirsi in outsider. Perché se nel 2006 la squadra di Bruce Arena, presentatasi in Germania con le aspettative createsi dopo i quarti di finale raggiunti quattro anni prima in Oriente, e alimentate dal fatto che il gruppo dei migliori giocatori di sempre, con in testa Landon Donovan, erano nel pieno della crescita personale, si fermò al primo turno, nel girone che comprendeva anche l’Italia poi Campione, i passi avanti compiuti nel quadriennio successivo sono stati evidenti. Dalla storica finale di Confederations Cup 2009 all’eliminazione subita agli ottavi ad opera del Ghana a Sudafrica 2010, che lasciò più di un rimpianto alla luce anche del gioco espresso.

Stati Uniti, Mondiali 2014: uno strano c.t. “per corrispondenza”

Fu, quello, l’ultimo atto da commissario tecnico di Bob Bradley, senza dubbio il miglior tecnico mai prodotto dal calcio americano, non a caso primo allenatore a stelle e strisce a varcare i confini nazionali sedendo dal 2013 sulla panchina dei danesi dello Stabæk. Il divorzio dal padre dell’ex giocatore della Roma è coinciso con la volontà di dare un taglio più europeo al gioco della squadra. Da qui la decisione della Federazione di affidare la guida tecnica a un certo Jürgen Klinsmann, ex c.t. della Germania proprio nel 2006, sulla panchina degli Usa dal settembre 2010. Partita tra mille dubbi, visto che l’ex interista precisò subito che avrebbe allenato la Nazionale “per corrispondenza”, continuando a risiedere in Germania, l’avventura di Klinsmann ha già portato in bacheca il successo in Gold Cup, “l’Europeo” del Centro America, atteso da sette anni, ma sul cui valore tecnico pesa il periodo di crisi attraversato dal Messico, unica avversaria all’altezza degli Usa sul piano tecnico. In realtà la gestione-Klinsmann non ha finora convinto stampa e tifosi, per risultati e qualità del gioco, anche alla luce di un percorso di qualificazione incerto, che ha visto gli Usa chiudere sì in testa il girone finale, ma dopo essere partiti molto male, perdendo le trasferte contro Honduras e Costarica.

Jozy Altidore

Jozy Altidore

Usa al Mondiale 2014: le stelle della squadra

Nulla di troppo sorprendente alla luce del fatto che la Major League è un prodotto che fatica a compiere il salto di qualità cercato da anni, non riuscendo ancora ad attirare giocatori di qualità, e in giovane età, ideali per far crescere una leva valida, ma priva di esperienza. Continuando al contrario a riempirsi di vecchie glorie, il campionato americano non sta aiutando il lavoro di Klinsmann, costretto a sua volta ad affidarsi ai soliti noti. Salutato Donovan, infatti, l’organico che volerà in Brasile può contare su un centrocampo di qualità ed esperienza, fondato sulla tecnica di Clint Dempsey e Jermain Jones e sulla corsa di Bradley e Kljestan, in attesa dell’ormai improbabile consacrazione dell’ex bimbo prodigio Edu, ma i guai vengono in attacco, dove ci si aggrappa ai gol di Jozy Alditore, unico centravanti di livello internazionale prodotto dal calcio americano negli ultimi 20 anni, eppure reduce da una stagione sottotono al Sunderland. Ecco perché per Klinsmann il derby del cuore con la Germania, all’ultima giornata del girone, rischia di trasformarsi in un’amara passerella.

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