Emanuela Orland

Emanuela Orland

L’incontro a Istanbul tra Pietro Orlandi e Mehmet Alì Agca

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, la ragazza rapita nel giugno del 1983, ha incontrato ad Istanbul Mehmet Alì Agca.
L’attentatore alla vita di Giovanni Paolo II, uscito dopo 29 anni di reclusione dal carcere di Sincan lo scorso 18 gennaio, aveva inviato al padre di Emanuela, Ercole Orlandi, una lettera pochi anni prima della scomparsa dell’uomo, avvenuta nel 2004.
In essa Agca prometteva all’uomo che al suo ritorno in Turchia avrebbe fatto in modo che Emanuela venisse liberata.
La stessa lettera è stata portata sul luogo dell’incontro dal fratello della ragazza, che ha chiesto ad Agca di rispettare la promessa fatta.

Secondo Agca Emanuela sta bene e vive in una lussuosa villa europea

Agca ha risposto garantendo a Pietro Orlandi di avere delle “certezze indissolubili” che Emanuela sia viva e “in buone condizioni fisiche e mentali”, non avendo subito alcun tipo di maltrattamento.
Secondo quanto rivelato durante l’incontro da Agca, riportato da ‘la Repubblica’, Emanuela ora vivrebbe in un paese europeo, forse Francia o in Svizzera, e abiterebbe in una lussuosa villa.
E’ chiusa in un certo ambiente, ma non e’ propriamente prigioniera”, ha dichiarato Agca, spiegando che la ragazza è stata portata via solo per la liberazione dell’uomo.

Gli importanti documenti posseduti da Agca

L’uomo ha promesso a Pietro Orlandi che lo aiuterà a ritrovare la sorella preparando una road map e fornendogli alcuni documenti grazie ai quali l’organizzazione che “ha preso” Emanueladovra’ rilasciarla”.
Secondo Agca “anche le istituzioni occidentali devono avere un ruolo nella sua liberazione, devono fare qualche sacrificio. E liberarla prima della visita di Papa Ratzinger a Fatima, in Portogallo, il 13 maggio prossimo”.

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