Lutto nello sport, è morto il pugile Giovanni Parisi


Lutto nello sport italiano. Giovanni Parisi, l’ex campione del mondo di pugilato e campione olimpico a Seul nel 1988, ha perso la vita in un incidente stradale ieri sera sulla tangenziale di Voghera. La sua auto, una Bmw Coupè, si è scontrata frontalmente con un furgone, è poi finita fuori strada in un campo lungo il tratto di tangenziale.

Il campione è deceduto sul colpo, il conducente del furgone è ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale civile di Voghera. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, i Vigili del Fuoco ed i sanitari del 118. Giovanni Parisi, 42 anni, lascia la moglie e tre bambini.

L’ex pugile era nato a Vibo Valentia il 12 febbraio 1967, trasferito poi con i genitori a Voghera. Soprannominato “Flash”, tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta si conquistò un posto d’onore, grazie al suo destro rapido e potente e alla sua boxe molto tecnica.

Nel 1988 aveva eguagliato Nino Benvenuti vincendo a Seul il titolo olimpico dei pesi piuma per ko ai danni del romeno Dumitrescu, , e il 15 febbraio 1989 esordì tra i professionisti, battendo per ko alla terza ripresa lo statunitense Kenny Brown. Il 28 settembre 1991 si laureò campione italiano dei pesi leggeri e il 25 settembre dello stesso anno conquistò il mondiale Wbo della categoria superando per ko tecnico alla decima ripresa il messicano Javier Altamirano. Difese due volte il titolo e nel 1995 fallì l’assalto alla corona Wbc dei superleggeri, perdendo ai punti a Las Vegas contro il messicano Julio Cesar Chavez. Il 9 marzo dell’anno seguente conquistò però la cintura battendo per ko tecnico all’ottavo round il portoricano Sammy Fuentes. Dopo cinque difese, il 29 maggio 1998 venne sconfitto dal messicano Carlos Gonzalez. L’addio al ring l’8 ottobre 2006 al PalaLido di Milano, nella sconfitta col campione europeo dei pesi welter, il francese Frederic Klose. Nella sua carriera Parisi ha combattuto 47 incontri, vincendone 41 di cui 29 per ko. Solo cinque le sconfitte, e un pari.

“Per me è una perdita dolorosissima – ricorda oggi Franco Falcinelli, presidente della federpugilato e nell’88 commissario tecnico di quell’Italia di cui Parisi fu simbolo olimpico – Ricordo ancora quando, finito il match, Giovanni alzò le braccia al cielo e dedicò la medaglia d’oro alla madre scomparsa da poco”.

“È una notizia che mi addolora e che non avrei mai voluto commentare, il suo oro olimpico fu più bello del mio”. Così Patrizio Oliva ha accolto l’inattesa morte di Giovanni Parisi. “Se ne va un grande talento. Per me la medaglia più bella vinta dal pugilato italiano alle Olimpiadi. Sì, superiore anche al mio oro a Mosca ’80. Perchè quando vinse lui c’era tutto il mondo senza alcun boicottaggio”, aggiunge. “Giovanni lo conoscevo fin da quando era un ragazzo. Vidi subito che aveva la stoppa del campione. Era un gran picchiatore. E, infatti, ha avuto una gran bella carriera”. Oliva rivela che ora, lasciato il ring, puntava ad un ruolo in campo organizzativo. “Sarebbe stata un’ottima cosa. Perchè era esperto e competente. Avrebbe fatto comodo al nostro mondo. Purtroppo il destino ce l’ha tolto troppo presto”.

Approfondimenti