Lo stregone del Catania



Lo stregone del Catania


La punizione gol di Mascara “Sette bellezze” che ha permesso al Catania di vincere contro il Torino ha fatto il giro di tutta l’Italia e di tutte le trasmissioni sportive televisive. Non tanto per la bellezza della rete ma, soprattutto, per la trovata adottata da alcuni calciatori siciliani che all’improvviso si sono piazzati davanti al portiere del Toro, quasi a costituire una seconda barriera, e si sono tirati giù i pantaloncini. L’estremo difensore granata si è distratto, e il numero dieci etneo ne ha approfittato per battere la punizione e segnare con un bel tiro angolato.

Naturalmente si sono scatenate polemiche di ogni tipo, dall’accusa di slealtà a quella di avere agito contro il regolamento. Plasmati, uno dei giocatori della “finta” barriera, ha reagito dicendo che il gesto non è stato certo una mancanza di rispetto nei confronti dell’avversario, ma semplicemente uno schema studiato in allenamento.

Collina, designatore degli arbitri, ha affermato che il fischietto che ha diretto la partita tra Catania e Torino ha fatto bene a non annullare il gol, ma che da ora in poi un atto simile sarà sanzionato perché antisportivo. Così come successe per le maschere in campo, non erano vietate finché un giocatore latinoamericano non si presentò in campo con la maschera dell’uomo ragno, la Fifa non la prese bene e provvide a regolamentare la questione.

Ma chi c’è dietro la trovata della punizione? Colui che dai tifosi del Catania è stato soprannominato “lo stregone“, ovvero, Gianni Vio, collaboratore di Zenga che ha il compito di occuparsi della gestione strategica e tattica delle situazioni derivanti da palla inattiva.

Vio non vive di calcio e sta a Catania solo da venerdì a domenica, i restanti giorni esercita la professione di bancario. Nel 2004 aveva scritto un libro in cui spiegava che con uno studio particolareggiato sui calci piazzati si poteva aumentare la possibilità di vittoria del 30%.

Zenga si era trovato a leggerlo e rimasto affascinato l’aveva contattato iniziando una collaborazione già ai tempi della Dinamo Bucarest.

Così quando l’ex portiere dell’Inter è stato chiamato alla guida del Catania ha pensato bene di portare con sé lo “stregone” dei calci da fermo e, visti i risultati, ha avuto ragione.

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