sci alpino

Lo sci di discesa presenta molti aspetti positivi. E’ attività fisica relativamente facile, si può sciare bene o male ma tutti sono in grado di acquisire una tecnica sufficiente a destreggiarsi, soprattutto oggi, con le piste che vengono battute meccanicamente cancellandone le asperità.

Lo sci di discesa
non è molto dispendioso dal punto di vista energetico, sfrutta infatti l’accelerazione di gravità. La spesa energetica serve a frenare la progressione e a modificare il percorso ed è maggiore quanto maggiore è l’effetto freno, e questo è esattamente il caso di un principiante che si oppone con tutte le sue forze all’aumento di velocità.

E’ una disciplina fondamentalmente tecnica ad elevato contenuto anaerobico: si caratterizza con contrazioni elevate dei gruppi muscolari e produzione di acido lattico, che consuma rapidamente glicogeno muscolare, pertanto, malgrado il costo energetico globale dell’attività sia relativamente basso (se paragonato ad es. allo sci di fondo), non è raro che negli sciatori si manifesti ipoglicemia, maggiormente evidente ad alta quota. Per questo è utile e consigliato avere a disposizione degli snack.

Le doti necessarie a dominare la tecnica includono una buona forza muscolare delle gambe, ma anche grande coordinazione neuromuscolare. La coordinazione si acquisisce con grande facilità in età infantile, perciò come per molti altri sport, per diventare buoni sciatori sarebbe bene iniziare a calzare gli sci molto presto.

L’allenamento

L’allenamento per lo sci di discesa include una fase a secco molto importante. Occorre migliorare la forza, la flessibilità e la mobilità articolare, questo previene incidenti di percorso. Due mesi di allenamento sarebbero ideali per presentarsi sulle piste in buona forma. L’aumento della forza delle gambe si ottiene mediante esercizi con macchine ergonomiche o sollevamento pesi, ma è necessario prestare attenzione ad evitare sovraccarichi che si tramuterebbero in infiammazioni tendinee. Il punto delicato è naturalmente il ginocchio.

Ripassare la tecnica

All’inizio della stagione bisognerebbe sempre ripassare lo stile e sforzarsi di eseguire correttamente i movimenti, ma questa “regola” andrebbe mantenuta ad ogni inizio discesa, per i primi 10-20 minuti. La fatica muscolare è il primo nemico degli sciatori, e rappresenta la prima causa di incidenti.

Lo sci alpinismo

Rappresenta un interessante sviluppo dello sci di discesa. In questo caso il dispendio energetico aumenta considerevolmente dal fatto che bisogna coprire il dislivello in salita. Poi viene la discesa, spesso su neve vergine, variabile e difficile da interpretare. Sopra i 300 metri in primavera spesso si ha la cosiddetta “neve trasformata”, che gela di notte creando un manto duro e resistente alla pressione dello sci, che quindi non affonda.

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