Le novità di Google Earth 5, esplorazione dei mar

La principale novità di Google Earth versione 5 è la possibilità di esplorare mari ed oceani visualizzando i fondali in 3D (batimetria) ed anche i contenuti multimediali che sono stati associati a punti di interesse e che vengono forniti da fonti importanti quali National Geographic, Monterey Bay Aquarium, US Navy…

La superficie del nostro pianeta, com’è risaputo è costituita per i due terzi da acqua, era praticamente inevitabile includere in Google Earth (scaricato da oltre 500 milioni di utenti) la possibilità di visitarli. Ma non è tutto, perché la nuova versione consentirà di passare dagli oceani terrestri a Marte, il pianeta rosso, di cui potranno essere esplorati sempre in 3D, tutta la superficie ed i suoi canyon (grazie alla collaborazione con la NASA).

Volete vedere la barriera corallina o la Fossa delle Marianne oppure i fondali del Mediteranneo? Ora grazie alla funzione Google Ocean è possibile, gratuitamente senza essere esperti sub, tuffarsi negli abissi marini, esplorare i fondali e le aree protette, osservare gli organismi marini. Se si dispone di un computer sufficientemente potente sarà possibile vedere le onde in superficie, ed il movimento dell’acqua mentre ci si sposta. Google Ocean consente di vedere da vicino gli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento.

I contenuti di Google Ocean sono organizzati su 20 livelli tra cui Esplora l’oceano, Aree marine protette, Monitoraggio animali, Zone morte, Stato di salute degli oceani, Relitti di navi, Censimento della vita marina e Gli oceani di Cousteau. La funzione “Macchina del Tempo” permette di tornare indietro anche di oltre 40 anni, secondo la disponibilità delle mappe satellitari ed oceanografiche.

La funzione Google Ocean è nata con l’intento di sensibilizzare gli utenti nei confronti delle risorse ambientali. Tale strumento, dallo spiccato spessore educativo, è inoltre affiancato dalla feature “Monitoraggio GPS”, che permette di trasferire da dispositivi GPS degli itinerari personalizzati. Il progetto Ocean è stato completato in 2 anni, con il supporto di associazioni e laboratori oceanografici specializzati, che da anni provvedono a monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle acque e sulla biodoversità.

E se questo non bastasse, Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti, nobel per la pace e facente parte del progetto Live Earth, alla presentazione ha annunciato che non si tratta solo di un software geografico, perchè consente l’accesso ad un immenso database di interesse scientifico ed ambientale.

Infine c’è la possibilità di consultare immagini storiche di molti luoghi, consentendo di vedere l’evoluzione di un territorio o di un’area urbana nel tempo.

Non vi resta che andare su earth.google.it e scaricare il file di installazione. Questo, una volta avviato, si occupa di effettuare il download dei file necessari, direttamente da Internet.

Video presentazione Google Earth 5



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