Le merendine italiane


E’ online da un paio di mesi il sito www.merendineitaliane.it, realizzato per l’Associazione Industrie Dolciarie Italiane. Questi piccoli dolci da forno confezionati in monoporzioni appartengono alla tradizione dolciaria italiana.

In nessun altro Paese europeo esistono prodotti definiti allo stesso modo, proprio perché lo stesso concetto di merenda è una prerogativa che contraddistingue l’alimentazione dell’Italia e dei Paesi mediterranei, in contrapposizione con lo “snacking”, tipico delle nazioni anglosassoni, dove si è soliti mangiare spesso, a tutte le ore, e prevalentemente fuori casa.

Il sito si rivolge a quanti desiderano avere informazioni approfondite sulle merendine italiane: consumatori, giornalisti, insegnanti, esperti, e soprattutto madri attente alla corretta nutrizione dei figli. Gli utenti potranno scoprire come nascono le merendine, quali ingredienti contengono, il loro apporto energetico e nutritivo, e come il loro consumo si possa inserire in una alimentazione sana e corretta.

L’obiettivo è comunicare come uno stile di vita sano e attivo, di cui l’alimentazione sana e bilanciata è parte fondamentale, sia la chiave del benessere proprio e dei figli; il sito si avvale di contributi di esperti nutrizionisti, pediatri e psicologi e contiene suggerimenti sui giochi all’aperto per stimolare nei bambini l’abitudine a muoversi divertendosi.

Muoversi è la prima regola per stare bene e in armonia con se stessi. Muoversi giocando aiuta anche a stare allegri e in armonia con gli altri. Vale per tutti, ma soprattutto per i bambini che devono crescere in modo equilibrato e sviluppare le proprie capacità di interazione.

“Il consumo di piccoli pasti, commisurato al dispendio energetico di ciascuno, può contribuire a regolarizzare l’assunzione di energia e a ridurre il rischio di sovrappeso”

Se in passato il modello prevalente era quello di consumare due, al massimo tre veri pasti completi, oggi la tendenza è un’assunzione di cibo molto più destrutturata, che predilige piccoli pasti più frequenti. È una tendenza da assecondare, se contenuta entro certi limiti, perché corrisponde ad esigenze fisiologiche che meglio si adattano alle odierne modalità di vita.

Senza fissare regole troppo rigide, l’INRAN (Istituto nazionale di alimentazione e nutrizione) suggerisce un numero orientativo di 5 pasti, 3 più cospicui intervallati da 2 piccole merende. E riguardo a queste ultime, ha messo a punto 10 semplici regole per una corretta merenda, corredate di uno strumento (il cosiddetto “merendometro”) utile alle mamme per controllare che i loro figli crescano bene e nel giusto rapporto peso/altezza.

Del resto, è facile verificare nella vita di tutti i giorni come l’inserimento di due piccole merende fra i pasti principali aiuti ad arrivare agli stessi meno affamati, consentendo un maggiore controllo di ciò che si mangia. Inoltre, le merende possono aiutare bambini e ragazzi, ma anche gli adulti, a mantenere costante il livello di attenzione e il tono dell’umore, migliorando le prestazioni scolastiche, lavorative e anche sportive.

I carboidrati di rapida e lenta utilizzazione (zucchero e amido) e il poco ingombro digestivo caratteristici di un piccolo pasto, qual è un dolce da forno, sono in grado di compensare le richieste di energia che servono al cervello e ai muscoli per ricaricarsi in certi momenti critici della giornata, come la metà della mattinata e del pomeriggio.

Il consumo di piccoli pasti per merenda, a patto ovviamente che siano inseriti in un contesto calorico giornaliero equilibrato, può contribuire a regolarizzare l’assunzione di energia e a ridurre il rischio di sovrappeso.

L’industria dolciaria è impegnata a fornire un contributo concreto, attivo e responsabile alla prevenzione del sovrappeso e alla promozione di stili di vita più salutari, in linea con il progetto interministeriale “Guadagnare Salute” promosso dal Ministero della Salute.

In questo senso, l’Associazione di categoria ha appoggiato il progetto biennale del Moige, “Giochi di sempre”, che ha il pregio di coinvolgere oltre ai bambini, le istituzioni scolastiche e la famiglia, al fine di infondere in ciascuno un senso di responsabilità nei confronti del proprio benessere, senza forzature, né costrizioni, semplicemente adottando gli strumenti dell’apprendimento, della collaborazione, del gioco, dello scambio di idee.

“Ci è piaciuta l’idea del manuale per i genitori, del quaderno delle idee da riempire in classe e del lavoro comune per la realizzazione dello spettacolo teatrale di fine anno, un momento in cui sono coinvolti anche i genitori”, ha detto Mario Piccialuti, Direttore di A.I.D.I.. che ha anche espresso la disponibilità dell’Associazione a sostenere un ulteriore allargamento del progetto, del quale è attualmente in corso di svolgimento il secondo anno, se il MOIGE riscontrerà una favorevole accoglienza da parte delle scuole.

Le industrie dolciarie aderenti ad AIDI, nella convinzione che i genitori debbano controllare cosa mangiano i propri figli, hanno sottoscritto liberamente un Codice volontario di comportamento, con cui si sono impegnate a non rendere disponibili i propri prodotti nei distributori automatici collocati presso gli Istituti scolastici primari, a partire dall’anno scolastico 2007/2008.

La prima merendina fu il “mottino”, un panettone mignon lanciato sul mercato negli anni cinquanta, considerato a pieno diritto il capostipite di tutte le merendine.

Negli anni ’60 arriva la vera svolta culturale con il “buondì”, il primo prodotto confezionato a sostituire la classica brioche consumata al bar. Il suo successo consiste nell’impasto a lievitazione naturale, che richiama la classica colomba pasquale, di cui il buondì conserva la glassatura all’amaretto e la guarnizione di granella di zucchero. A seguire, grande successo anche per il “pandorino”, altra riduzione in formato monodose del pandoro, tipico dolce natalizio veronese.

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