Dopo avere visto la puntata di “Report” (RAI3) di ieri sera chi è abituato ad acquistare capi firmati (magari con sacrificio economico perché pochi se lo possono permettere regolarmente) perchè è fashion, perchè fa status symbol o peggio ancora perchè crede nella qualità  di tali prodotti dovrebbe ricredersi dopo avere visto che molti dei più famosi marchi di abbigliamento ed accessori (borse, scarpe) italiani affidano la lavorazione dei loro prodotti a laboratori cinesi che lavorano in nero sfruttando lavoratori clandestini e forse in alcuni casi anche il lavoro minorile.

Borse e scarpe pagate dagli 8 ai 20€ al produttore cinese (prodotti in italia da laboratori regolari costerebbero circa il doppio) vengono venduti in negozi e boutiques a prezzi variabili dai 300 a 3.500 (!!!)€.

In alcuni casi il committente (la griffe) affida il lavoro ad un italiano il quale lo subappalta poi ai cinesi, sollevando il marchio dalla responsabilità  di sapere dove e come avvengono le lavorazioni dei suoi prodotti, in realtà  sono ben consapevoli del fatto che per spuntare prezzi così bassi non è possibile che a lavorare siano laboratori italiani regolari che pagano le tasse, con dipendenti in regola e rispettosi delle normative vigenti.

Le griffes


L’acquirente non ha nessuna garanzia di acquistare un prodotto made in italy dato che basta cambiare un’etichetta o apporre un bottone per cambiare il paese di produzione del prodotto, ma siamo tutti ben consci del fatto che i prodotti di marca non valgono ciò che li paghiamo. In ogni caso 20€ in più di costo iniziale giustificano questo comportamento completamente amorale? Qui non si tratta solo di alimentare il lavoro nero e clandestino ma anche di boicottare e fare sparire il vero made in italy, stanno sparendo calzaturifici, tomaifici, sartorie….la professionalità  di tanti artigiani, di tanti operatori che per anni con il loro lavoro hanno contribuito al “mito” del made in Italy nel mondo….Ora proprio grazie a grandi nomi della moda italiani i laboratori chiudono o si vedono “costretti” a lavorare in nero o peggio ancora, anche loro ad utilizzare manodopera clandestina. Non è così che si contribuisce alla ripresa dell’economia del nostro paese, sarebbe ora che tutti facessero un esame di coscienza, non ultimi gli acquirenti che potrebbero pensare a quello che spesso sta dietro un bel paio di pantaloni, di scarpe, ad una borsa firmati….Spesso si dice che costano tanto a causa della pubblicità ….beh allora la prossima volta che volete acquistare un jeans, un paio di scarpe o una brosa pensate che forse è stata prodotta da un cinese che lavora anche 16 ore al giorno e vive rinchiuso in capannone con le finestre oscurate perchè dall’esterno deve sembrare vuoto, pensate che sono schiavizzati da altri cinesi, magari quelli che stanno acquistando i nostri bar, i negozi, gli appartamenti…..pensate che per questo hanno perso il lavoro gli italiani…..e chiedetevi se ne vale la pena.

Chi non avesse visto la puntata potrà  approfondire sul sito www.rai.report.it.