allattamento al seno

allattamento al seno

Una nuova ricerca messa a punto dall’Ospedale Pediatrico di Boston in collaborazione con Harvard University è giunta alla conclusione che esiste una relazione tra l’allattamento al seno nei primi mesi di vita, e il più alto quoziente intellettivo.

I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da più di 1.300 bambini allattati al seno per almeno i primi sei mesi di vita, testando il loro vocabolario all’età di tre anni e la loro intelligenza a 7 anni.
In particolare, all’età di 3 anni, i bambini hanno avuto un aumento di 0,58 punti in comprensione della lingua, ovvero ascolto e comprensione di ciò che veniva comunicato.
Dall’età di 7 anni, ogni mese aggiuntivo di allattamento al seno ha determinato un aumento di 0,35 punti in intelligenza verbale, ovvero capacità di analizzare informazioni e risolvere i problemi utilizzando un ragionamento basato sul linguaggio; e un punteggio di 0,29 punti di aumento di intelligenza non verbale, ovvero della capacità di analizzare le informazioni e risolvere i problemi utilizzando un ragionamento visivo.

Questi dati potrebbero sembrare poco significativi, ma non lo sono: se si aggiungono tutti i punteggi che, mese per mese, un bambino allattato al seno potrebbe “accumulare” in un anno, la differenza di Quoziente Intellettivo con i suoi coetanei sarebbe di ben quattro punti.

Questa ricerca è solo un altro tassello che si aggiunge alle altre prove scientifiche che dimostrano i benefici del latte materno. I vantaggi sullo sviluppo intestinale e sull’immunità del bambino, per esempio, sono state ampiamente dimostrate, ma gli studi dedicati agli effetti dell’allattamento sullo sviluppo del cervello erano stati finora approssimativi.
In questa ricerca è stata fatta particolare attenzione agli altri fattori che condizionano lo sviluppo del cervello del bambino, ad esempio quelli ambientali o quelli determinati dagli stimoli dati in famiglia. Ecco perché i risultati, questa volta, sono sicuramente affidabili.

Dopo tutti gli studi effettuati sui benefici dell’allattamento esclusivo al seno, potrebbe sembrare ovvio e naturale fornire il latte materno per sostenere la crescita e lo sviluppo del bambino, poiché ciò si tradurrà sicuramente in una maggiore funzione immunitaria, e un maggiore sviluppo del cervello
Tuttavia, secondo l’ultima analisi effettuata dal Australian Bureau of Statistics Report (2003) sono l’ 87% i bambini che vengono allattati al seno alla nascita, ma la percentuale scende drasticamente a 48% dopo sei mesi di vita e al 23% all’anno di età.
Il National Health and Medical Research Council raccomanda l’allattamento esclusivo per sei mesi e di continuare ad allattare almeno fino a 12 mesi.
L’ Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda addirittura, oltre all’allattamento al seno esclusivo fino a sei mesi, il prolungamento di esso fino a che il bambino ha compiuto almeno due anni.

E’ interessante sapere che scimmie e scimpanzé, i primati a noi più vicini, spendono circa il 12% della loro vita ad allattare i propri piccoli. Ciò significa che un cucciolo è allattato per circa quattro anni e mezzo.
Se, in proporzione, passassimo lo stesso tempo degli scimpanzé allattando i nostri figli, trascorreremmo circa nove anni della nostra vita allattando!
Il tempo medio che invece passiamo allattando al seno i nostri piccoli è soltanto del 1,5% della durata della vita, un periodo paragonabile a quello dei roditori, anche se i loro cervelli sono significativamente meno evoluti…

L’allattamento al seno rappresenta quindi un’incredibile opportunità per il cervello umano (e il corpo in generale), per raggiungere il suo massimo potenziale.

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