La storia dell’albero di Natale

In questo periodo l’albero di Natale è sicuramente presente in tutte le nostre case, ma forse in pochi sanno il perché e da dove derivi questa tradizione. In generale l’albero ha assunto funzione simbolica fin dai tempi più antichi, addirittura prima del Cristianesimo.

Un’antica tradizione pagana come bene augurio per il nuovo anno voleva che si portasse in casa un ramo o un ceppo per poi bruciarlo nel camino. Metaforicamente con questo gesto si bruciava il passato e le scintille che venivano emanate rappresentavano la luce dei giorni in arrivo.

È nel Medioevo però che l’abete fa la sua comparsa un po’ dovunque come albero principe delle feste, questo grazie alla sua caratteristica di essere un sempre verde, qualità che secondo un’antica favola popolare, sarebbe un dono di Dio. L’abete era considerato albero sacro anche in Egitto, dove era venerato come albero della Natività, perché sotto i suoi rami era nato il Dio Biblos. In Grecia era consacrato alle nascite, in Asia era l’albero cosmico, piantato al centro dell’Universo.

Ma la sua nascita ufficiale come albero di Natale risale al 1605: in una cronaca di Strasburgo si legge che gli abeti erano portati nelle case e ornati con mele, zucchero e fiori di carta, oggetti simbolo della fertilità.

La sua fortuna e diffusione si deve però a uno scrittore, Johann Wolfang
Goethe che ne “I dolori del giovane Werther” fa una descrizione dettagliata dell’albero natalizio, all’epoca molto diffuso soprattutto nelle abitazioni aristocratiche. Con l’epoca romantica l’albero assume tutte le caratteristiche che ha anche oggi, incominciando ad essere adornato di palline e fiocchi. Particolare il significato delle luci e delle palle con le quali viene addobbato l’abete ai giorni nostri.

Le lucine, infatti, simboleggiano la luce che Gesù ha portato nel mondo, mentre le sfere, i fiocchi o i pacchetti sono il simbolo dell’amore che ha portato in tutto il mondo.

La storia dell’albero di Natale


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