Tutto è partito dalla Germania. Un politico, Lutz Heilmann, ha vinto, anche se per poche ore, la sua battaglia contro Wikipedia. Heilmann ha cercato in tutti i modi di far cancellare la propria “voce” dalla enciclopedia più famosa del web. La motivazione è da ricercare nella paura da parte del parlamentare tedesco che si potessero scoprire taluni aspetti della sua vita passata che, se conosciuti, lo avrebbero reso inviso al suo elettorato.

Così la corte di Luebeck ha censurato Wikipedia nella sua versione tedesca, in modo che fosse negato l’accesso a tutte le notizie sul politico. Salvo poi ritornare in dietro sui propri passi e permettere, dopo una rivolta popolare, che l’enciclopedia ritornasse on-line.

Possibile che sia così facile per un personaggio noto far sparire
informazioni su di lui?

In parte sì. Una cosa simile è successa anche in Argentina con molti vip, tra i quali, ultimo in ordine di tempo ad approfittare della cosa, Diego Armando Maradona. Il neo ct della nazionale sudamericana ha usufruito di una legge presente in Argentina che permette di chiedere la cancellazione del proprio nome dai motori di ricerca. L’ex numero dieci del Napoli ha, così, chiesto per sé e per la sua famiglia l’eliminazione da tutti i motori di ricerca più usati.

Ma per fortuna l’ingegnosità delle persone è più forte di qualsiasi censura, e quindi appena fatta la legge, è stato trovato l’inganno. Per aggirare l’ostacolo, infatti, basta, nel caso di Maradona, cercare le notizie digitando per es. Pibe de oro, oppure scrivendo il nome sbagliato e lasciando al completamento automatico di google il compito di trovare l’informazione richiesta. Già, ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare.

I vip che si fanno cancellare da Internet rendono invisibili anche i loro omonimi. Si tratta praticamente di omicidi digitali. Infatti viene impedito a chi ha la sfortuna di chiamarsi come un personaggio famoso di apparire sul web, magari con il proprio sito o ancora peggio con il proprio curriculum, se in cerca di lavoro, una cosa naturalmente inaccettabile.

La nuova moda dei Vip: l’omicidio virtuale