Ducati


Donington a senso unico.

Soltanto Valentino Rossi sperava di poter ribaltare un pronostico che lo vedeva nettamente sfavorito, ma questa volta, nemmeno la volontà  e l’abilità  del fenomeno pesarese sono bastate. Quasi schiacciante la superiorità  del campione del mondo e della Ducati, tornati super competitivi come nel 2007.

Nonostante la vittoria nella gara inaugurale in Qatar, la rossa di Borgo Panigale non era più quella della passata stagione e Casey ha faticato a tenere il passo di Honda e Yamaha, di Rossi, Lorenzo e Pedrosa, finendo staccato di 50 punti dopo solo sette gare; 5-1 a favore di Rossi il computo dei risultati positivi tra i due fenomeni prima di ieri.

Ma in Ducati non hanno mai smesso di lavorare e dopo il Gp di Barcellona ecco la svolta, determinata da una nuova gestione elettronica per il potentissimo quattro cilindri. «È stato un fine settimana iniziato nel migliore dei modi già  da venerdì La moto è più semplice ed efficace da guidare, sull’asciutto come sul bagnato bagnato.

Per Stoner è stato relativamente facile conquistare il Gp di Gran Bretagna, che potrebbe essere quello della svolta, perché per la prima volta la GP8 è parsa all’altezza delle rivali giapponesi. Una reazione incredibile, considerando le piccole dimensioni della Casa italiana (Davide contro Golia), ma che potrebbe non bastare per consentire a Stoner di difendere efficacemente il titolo conquistato l’anno scorso. «Non sono nella posizione per pensare al mondiale – concorda l’australiano -, perché il distacco di 45 punti è troppo grande.

L’inizio di stagione è stato problematico, ma nelle ultime tre gare la situazione è migliorata fino a raggiungere la grande efficienza di Donington, ora dobbiamo solo essere costanti.

Costante lo è Rossi, al settimo podio consecutivo su otto gare. Anche a Donington, come già  a Barcellona, Valentino è andato più forte in gara che in prova, dove nell’unica giornata su asciutto non era riuscito a trovare la giusta messa a punto per contrastare efficacemente Stoner e la Ducati. «Sono partito bene, sono anche riuscito a rimanergli attaccato per qualche giro, ma in certi tratti della pista perdevo troppo, specie nelle ultime due curve, che ho provato a fare con traiettorie differenti, ma Stoner andava via.

Abbiamo preso paga e non vedo l’ora di tornare in pista, sabato prossimo ad Assen per la rivincita. In prospettiva mondiale è però importante aver guadagnato altri quattro punti su Pedrosa, che al momento rimane l’avversario più pericoloso. Ma lo Stoner visto oggi non è fuori gioco».

Valentino ha ragione a temere lo spagnolo, staccato ora di 11 punti, ma che ancora una volta ha confermato di non essere all’altezza di Rossi e Stoner quando la sfida è ravvicinata. Fino ad ora abbiamo visto che Daniel deve riuscire a fare il vuoto dietro di sé fin dal primo giro, come è successo a Barcellona, oppure perde sempre il confronto.

Unico grosso neo in questo rosso week end un Marco Melandri 16° in grande crisi che non riesce a trovare feeling con una moto che non sarà  un agnellino da domare ma non è sicuramente l’unica scusante a 15 posizioni di differenza dal compagno di squadra.

Se a questo aggiungiamo il “regalo” come lui stesso lo ha definito, fatto dalla Ducati a Sete Gibernau prima del Mugello, ovvero una ventina di giri sulla Desmosedici GP9….si potrebbe ipotizzare che qualcuno stia già  pensando ad un diverso compagno per Casey.

Fantamoto? Chissà ! La prima presa di contatto di Sete con la GP9 e’ stata positiva. “E’ stato davvero emozionante,” ha commentato Gibernau. Guidare una moto da corsa e’ stata per tanti anni la mia vita, ed ora che ho riprovato quelle sensazioni sto proprio bene, mi sento a casa mia. Gli automatismi della guida sono venuti fuori subito, anche se mi manca l’abitudine alla velocita’. Mi rendo conto che faccio un po’ di fatica a mollare i freni e a far scorrere la moto, ma sono sicuro che sia solo la ‘ruggine’ di tanti mesi senza guidare. E’ in tutto e per tutto una Ducati. Precisa ma esigente, richiede una guida fisica e mi ha subito ricordato la GP7 che avevo provato a Motegi a fine 2006. Oltre a riprendere confidenza con la guida, oggi abbiamo lavorato un po’ sull’elettronica soprattutto sul freno motore, perche’ preferisco tarature diverse rispetto a quelle utilizzate da Vittoriano (Guareschi, collaudatore Ducati ndr). “Grazie davvero alla Ducati per il bellissimo regalo che mi hanno fatto. Per adesso mi godo questi altri due giorni di test sperando che non piova e poi insieme decideremo se ci saranno altre occasioni per guidare la loro moto”. Questo è stato il commento di Gibernau che forse sta già  strizzando l’occhio alla rossa.

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