La carriera e le squalifiche di Danilo Di Luca


Danilo Di luca è nato a Spoltore (PE) il 2 gennaio 1976. Nel 1984 disputò la sua prima corsa ciclistica a Picciano, vincendola. Nel 1997 vinse il Giro d’Italia Under 23. Andiamo a scorrere gli avvenimenti di Danilo Di Luca, prima le “gioie” con la sua carriera vincente e poi i “dolori” con relativi deferimenti e squalifiche

Le gioie di Danilo Di Luca

Nel 1998 entra nei professionisti, dopo la medaglia di bronzo under 23 nel mondiale di Valkenburg, in Olanda, dietro all’iridato Ivan Basso e a Rinaldo Nocentini.

Si è imposto in molte delle più importanti classiche, quali l’Amstel Gold Race, la Freccia Vallone, la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia (la “Classicissima d’Autunno”).

Nel 2005 ha vinto la prima edizione dell’UCI ProTour, classifica che premia il miglior ciclista della stagione considerando i piazzamenti tra classiche e corse a tappe durante tutto l’anno. La maggior parte dei punti li conquistò in aprile e maggio con il successo al Giro dei Paesi Baschi, all’Amstel Gold Race ed alla Freccia Vallone, a cui fece seguito il Giro d’Italia con un quarto posto finale e due vittorie di tappa.

Nel 2006 il primo tentativo “serio” di conquista del Giro d’Italia con la conclusione al ventitreesimo posto, e non andò meglio al successivo Tour dove il tentativo di rifarsi svanì fin dalle prime tappe, a causa di una infiammazione al sottosella che lo costrinse al ritiro.

Nel 2007 ha vinto la Milano-Torino ed una tappa alla Settimana Internazionale di Coppi e Bartali. Si scatenò nelle classiche delle Ardenne, con la vittoria nella Liegi-Bastogne-Liegi ed il podio all’Amstel Gold Race ed alla Freccia Vallone. Conquistò il 90° Giro d’Italia, con due successi di tappa, dieci anni dopo la vittoria del Giro Under 23, diventando il primo abruzzese e il corridore italiano più meridionale ad aggiudicarsi la maglia rosa.

Nel 2008 ha corso con Paolo Savoldelli nella LPR Brakes-Farnese Vini. Ha terminato il Giro in ottava posizione dopo avere sfiorato la maglia rosa sull’arrivo del Monte Pora nella diciannovesima tappa. A fine giugno ha rinnovato fino al 2011 la sua collaborazione con la squadra di Bordonali. Nel 2009 partecipa al Giro d’Italia del centenario con ambizioni di maglia rosa, ma deve inchinarsi in classifica generale al russo Denis Menchov dopo un duello conclusosi nell’ultima cronometro di Roma.

I dolori di Danilo Di Luca

A Di Luca, che in carriera é stato già condannato a 3 mesi per la frequentazione con il professor Santuccione, erano stati riscontrati valori ormonali anomali, dopo la tappa del Giro dello Zoncolan, nell’ambito dell’inchiesta ‘Oil for Drug’. Il primo deferimento da parte della Procura antidoping, per Di Luca, arrivò il 27 settembre del 2007, a Stoccarda, in occasione dei Mondiali su strada poi vinti da Paolo Bettini.

All’abruzzese costò cara la frequentazione con il conterraneo Carlo Santuccione. Il successivo 16 ottobre il Giudice di ultima istanza per l’inchiesta ‘Oil for drug’ lo condannò quindi a 3 mesi di squalifica (la procura ne aveva chiesti quattro). La condanna gli costò anche la partecipazione al Giro di Lombardia e la squalifica dalla classifica Uci Pro Tour 2007, in cui era in testa.

Molto più pesante, anche per le possibili conseguenze sul piano disciplinare, la vicenda riguardante i livelli ormonali dello Zoncolan. A muoversi per prima fu sempre la procura antidoping del Coni che, il 27 febbraio 2008, deferì Di Luca dopo aver riscontrato un “esito analitico atipico” dei livelli ormonali all’esame antidoping, effettuato subito dopo la 17/a tappa del Giro d’Italia 2007, la Lienz-Monte Zoncolan.

La richiesta dell’ufficio del procuratore Ettore Torri fu di due anni di squalifica. Il Giudice di ultima istanza, il primo aprile, stabilì la nomina di tre periti tecnici. L’ultimo tassello, l’assoluzione del Gui, arrivò puntuale il 16 aprile dell’anno scorso.