carni lavorate rischio morte prematura

Prima che questo studio fosse portato a termine dall’Università di Zurigo, è sempre stato difficile per gli studiosi determinare in modo certo quali fossero gli effetti della carne sul nostro organismo. I risultati, infatti, potevano confondersi con quelli determinati da stili di vita più o meno sani degli individui presi in esame.
Un vegetariano, in effetti, oltre a non consumare carne, è più incline a condurre una vita sana: quindi niente fumo, niente alcolici, vita meno sedentaria, e, generalmente, corporatura snella (quantomeno non in sovrappeso).
Pertanto, soltanto uno studio molto accurato e molto ampio avrebbe potuto dare qualche risposta certa, isolando gli effetti del consumo di carne: ecco perché la ricerca è stata condotta su un totale di ben 450.000 individui provenienti da ben 23 paesi europei.
Da questo studio è emerso che il consumo di carne, soprattutto quella lavorata (come ad esempio hamburger, salsicce, wurstel e carne in scatola) aumenta del 44% le probabilità di morte prematura.

E’ stato infatti riscontrato che il rischio di contrarre malattie gravi come quelle cardiovascolari o il cancro è progressivamente aumentato con il consumo elevato di carni lavorate. La carne, in effetti, è senza dubbio ricca di grassi saturi e colesterolo, che a lungo andare possono comportare gravi danni alla salute.

Le carni lavorate inoltre sono trattate con nitrati per migliorarne la durata, il colore e il sapore. A questo proposito, Sabine Rohrmann, capo della divisione di epidemiologia e prevenzione del cancro presso l’Istituto di medicina sociale e preventiva dell’Università di Zurigo, che ha condotto questa ricerca, ha dichiarato: “Questi elementi aggiunti alla carne lavorata possono provocare la formazione di sostanze cancerogene che determinano il rischio di cancro al colon e allo stomaco”.

E’ stato inoltre evidenziato che il consumo elevato di carne tende a portare l’individuo a bere di più, anche alcolici, e a mangiare meno frutta e verdura, alimenti che proteggono più di ogni altro dalle malattie croniche.

I ricercatori hanno voluto precisare che, attraverso questo studio, è stata accertata l’esistenza di un’associazione tra il consumo di carne elaborata e l’aumento del rischio di morte precoce, non il concetto che il consumo di carne porta alla morte.
In effetti, la carne contiene alcuni nutrienti favorevoli per il nostro organismo, come il ferro, le proteine e i minerali. Tuttavia è importante limitarne il consumo a non più di 600 grammi alla settimana. Preferire, inoltre, le carni non lavorate o quelle bianche (pollo, coniglio, …) deve essere una priorità.
Sabine Rohrmann ha dichiarato che se si limitasse il consumo di carne, ogni anno avremmo una diminuzione dei decessi prematuri pari al 3%
Lo studio è stato pubblicato dalla rivista BMC Medicine.

In effetti, anche se l’uomo è un essere vivente onnivoro, la medicina (e il popolo dei vegetariani!) ci insegna che si può benissimo vivere senza carne.
Qualcuno – saggiamente – potrebbe anche osservare come l’uomo è sprovvisto di canini sporgenti: questo indica che la natura giustamente non ci ha dotato di quegli strumenti utili per mangiare la carne (come invece hanno certi felini e carnivori) proprio perchè non è necessaria per sopravvivere. Potrebbe sembrare un’osservazione esagerata, ma è la verità!

In ogni caso, tanti alimenti di origine vegetale possono sostituire in tutto e per tutto i nutrienti della carne. I legumi, ad esempio, sono ottimi alleati del nostro organismo e, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, sono prodotti molto versatili, come abbiamo ampiamente argomentato in questo articolo: Usare i legumi in cucina: proprietà nutritive, benefici e ricette.

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