Moscerino maschio durante il corteggiamento
Moscerino maschio durante il corteggiamento


La scoperta, avvenuta all’università di Hokkaido, farà sicuramente piacere a tutte le donne e a gli ultimi uomini romantici rimasti. Che il corteggiamento per conquistare una donna fosse importante tutti lo sapevano anche se, negli ultimi tempi, era dato un po’ per scontato.

Diciamo la verità, i grandi corteggiamenti di una volta, che duravano mesi o addirittura anni, non ci sono più da molto tempo, e non solo gli approcci sentimentali si sono conformati a un modo di vivere sempre più veloce e frenetico, che consuma tutto in fretta e non ha tempo da perdere in corteggiamenti vari ma, nemmeno il cinema, nemmeno i film, ormai, mostrano grandi storie d’amore nate da faticosi corteggiamenti, ma puntano, semmai, su storie d’amore scaturite da colpi di fulmine immediati.

Eppure l’equipe di Ken-ichi Kimura ha fatto una scoperta importante, cioè che il corteggiamento, non solo rappresenterebbe una buona pratica da usare per conquistare l’oggetto del desiderio, ma che sarebbe addirittura insito geneticamente nel maschio.

Dopo lunghi studi, gli scienziati giapponesi hanno, infatti, isolato, nel cervello dei moscerini maschi, i neuroni responsabili del corteggiamento.

Questi neuroni, chiamati P1, circa una ventina, posti nella parte dorsale del cervello del moscerino maschio, sono indispensabili per far avviare il corteggiamento nei confronti della “moscerina”, corteggiamento che si avvale di lunghi inseguimenti e di una continua vibrazione di ali, che ha la stessa funzione della “nostra” serenata.

Gli studiosi hanno rilevato che, nella femmina, questi neuroni muoiono quasi subito dopo la nascita, e che se, tramite interventi genetici, vengono fatti vivere, le “moscerine” si comportano come i moscerini maschi e divengono corteggiatrici.

Queste sono chiare prove dell’importanza dei neuroni P1 nei comportamenti sessuali maschili e in particolare nel corteggiamento.

E chissà che un giorno non si scopra la presenza di questi neuroni anche nell’uomo e che, magari assopiti, vengano risvegliati, trasformando tutti i maschi in irresistibili corteggiatori.