l'importanza di donare il sangue


Il 22% dei giovani italiani è attivo nel sociale e il 20% ha donato il sangue almeno una volta nella sua vita. E’ quanto emerso da un’indagine dell’Avis (Associazione volontari italiani sangue) resa pubblica in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue (svoltasi il 14 giugno). Secondo la ricerca, condotta nei mesi scorsi dall’istituto Swg su un campione di 650 giovani tra i 18 e i 34 anni, Avis risulta l’associazione più conosciuta in Italia e a cui è iscritto il più alto numero di intervistati (il 70% di chi si dichiara donatore). Il motivo principale che spinge le nuove generazioni a donare il sangue è la generosità  verso gli ammalati e verso chi ha bisogno di una trasfusione.

Anche gli amici, i volontari di associazioni e i genitori svolgono un ruolo determinante nella decisione di compiere questo gesto (61% delle risposte). Nel corso della conferenza stampa è stata presentata anche la nuova campagna di sensibilizzazione Avis, rivolta agli under 30 che, a partire da settembre, comparirà  sui principali siti Internet e le principali riviste indirizzate al mondo giovanile. La campagna è volutamente e provocatoriamente incentrata sul messaggio che la donazione di sangue, solidale e gratuita, può dare ai giovani quella gioia autentica che altri comportamenti trasgressivi non potranno mai dare.

La Giornata mondiale del donatore ha festeggiato i “non celebrati eroi” responsabili della salvezza o del miglioramento della vita di milioni di persone. Fondamentalmente si tratta di un invito alla popolazione, in particolare ai giovani, ad effettuare scelte responsabili, a mantenere uno stile di vita sano e a donare sangue regolarmente.
Sono state lanciate campagne con il tema “Sangue, un regalo per la vita” in programma in ogni angolo del mondo.
A Johannesburg in Sud Africa, dove è stata realizzata la più importante Giornata Mondiale del Donatore a livello globale, gli scolari e i giovani adulti si sono uniti con pop stars, medici ed esperti della salute internazionali e pazienti (la cui vita è stata salvata grazie a trasfusioni) per un evento musicale in onore dei donatori di tutto il mondo che hanno incluso tra le proprie responsabilità  la donazione di sangue senza alcun compenso.

Un particolare tributo è stato riservato ai membri dei Club 25 del Paese, modello messo a punto insieme ad altre strategie, da Africa e Zimbawe già  negli anni ottanta, all’inizio dell’epidemia di AIDS affinchè il sangue per le trasfusioni fosse sicuro.
Consiste nell’impegno da parte di gruppi di studenti che stanno per concludere la scuola superiore a donare il sangue 25 volte prima dei 25 anni. Questo comporta anche l’adozione di stili di vita sani affinché il sangue donato possa essere trasfuso ai pazienti. Questi gruppi sono nati in Zimbabwe e sono serviti da esempio a molti altri Paesi che devono affrontare lo stesso problema in Africa ed Asia: disporre di sangue sicuro.
Il successo dell’iniziativa è dimostrato dal fatto che in Zimbabwe il tasso di infezione HIV tra i donatori è diminuito dal 4,45 nel 1989 allo 0.61% nel 2001, mentre il tasso di sieropositività  nella popolazione sessualmente attiva in quegli anni era del 33,7%. In Sudafrica dove l’80% dei nuovi contagi avviene tra i 16 – 28 anni (più o meno la stessa età  dei membri appartenenti al Club 25) l’infezione HIV tra gli appartenenti al Club 25 è dello 0,04%.

La Giornata Mondiale del Donatore è stata sponsorizzata da quattro organizzazioni internazionali che operano per la raccolta di sangue nel mondo attraverso la promozione di donazioni volontarie e non remunerate (Organizzazione Mondiale della Sanità , la Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, la Federazione Internazionale delle Organizzazioni Donatori di Sangue e la Società  Internazionale Trasfusioni di sangue) e dalla Federazione Internazionale Football (FIFA).
La maggior parte della popolazione mondiale ha un urgente bisogno di sangue sicuro. Sugli stimati 80 milioni di unità  di sangue raccolti annualmente nel mondo, solo il 38% vengono raccolti nei Paesi in via di sviluppo dove vive l’82% della popolazione.
Nonostante gli sforzi per modificare, la media di donazioni di sangue non è migliorata in modo significativo nei Paesi in via di sviluppo. La mancanza di sangue sicuro ha un forte impatto sulla mortalità . Trasfusioni a rischio e indisponibilità  di sangue sicuro hanno una grave ripercussione sulle donne con complicanze in gravidanza, vittime di traumi e bambini affetti da grave anemia in seguito a malaria o denutrizione.

La maggior parte dei Paesi non ha ancora un servizio trasfusionale coordinato a livello nazionale. Nonostante alcuni recenti miglioramenti in questa area, meno del 30% dei Paesi possiede un servizio ben organizzato.