piante da appartamento


Pericolo piante da appartamento: 200 intossicazioni all’anno. Spesso sono causate da specie molto comuni, presenti in terrazzi e giardini, la maggior parte si verifica nei mesi invernali.

Lo studio

Sono circa 200 all’anno le intossicazioni da veleni presenti nelle piante, il dato proviene dal Centro nazionale di informazione tossicologica (Cnit) della Fondazione Maugeri di Pavia che, per la complessità della gestione del problema, ha indotto uno studio pilota per individuare percorsi di diagnosi appropriati. «Il 4% delle richieste di consulenza riguarda l’ingestione di piante tossiche come alimento – spiega il Cnit – mentre solo nel 3% dei casi si tratta di intossicazione volontarie». Sono molte le storie di adulti e bambini beffati da radici, tuberi e fiori ornamentali.

Casi frequenti

L’istituto precisa che si tratta il più delle volte di piante molto comuni, presenti in terrazzi e giardini, ma dalla elevata tossicità: dal ciclamino al laurone, dal rododendro all’oleandro, dal glicine al gelsomino. Il problema si verifica non solo in primavera, ma anche nei mesi invernali, al punto che «il 30% delle consulenze in merito a contatto o intossicazioni – aggiunge il centro antiveleni della clinica pavese – si verifica nei mesi invernali e riguarda le classiche piante natalizie: stella di Natale, vischio, bacche rosse di agrifoglio e pungitopo possono provocare da semplici effetti irritativi fino a sintomi gastroenterici anche importanti in caso di ingestione».

Casi curiosi

Un paziente registrato dal Centro antiveleni di Pavia ha usato bulbi di veratro al posto della genziana per produrre una grappa casalinga rivelatasi tutt’altro che digestiva. Un amante delle verdure “fai-da-te” ha mangiato un aconito convinto di gustare un asparago selvatico, ma l’epilogo è lo stesso: una corsa al Pronto soccorso e il Centro antiveleni che archivia l’episodio come intossicazione. Nel 72% dei casi si tratta di incidenti, errori pericolosi talvolta letali. Il 4% di richieste di consulenza riguarda il consumo di piante tossiche ingerite come alimento, e un 3% di intossicazioni volontarie legate prevalentemente all’abuso deliberato di piante con principi psicoattivi.

Le vittime da intossicazione da piante da appartamento

Il 40% degli avvelenamenti registrati dal Centro nazionale di informazione tossicologica si concentra fra gli under 10, il 26% riguarda bimbi sotto l’anno. Il più delle volte la disavventura si conclude con il lieto fine. Le situazioni più gravi riguardano solitamente gli adulti, vittime nel 63% dei casi di imperdonabili scambi di vegetale. Le intossicazioni da piante, avvertono gli esperti del centro pavese, possono creare “problemi di diagnosi e gestione nei dipartimenti di emergenza”. Un intervento efficace dipende “dal riconoscimento della pianta, dalla conoscenza della sua tossicità intrinseca e dall’impostazione di una corretta terapia – conclude Sarah Vecchio, medico tossicologo del Cnit di Pavia – Per questo è importante la collaborazione tra tossicologo, medico d’urgenza, esperto botanico e, quando necessario, laboratori specializzati per i dosaggi specifici”.

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