Stefano Bettarini e Samantha Togni si amano
Abbraccio nel sonno Marion Forssell


Lo studio condotto dai ricercatori dell’Università di San Diego.

Lo dimostra una ricerca effettuata presso l’University of California di San Diego: è durante il sonno che le facoltà creative della nostra mente vengono sfruttate in tutta la loro potenzialità e il pensiero creativo viene stimolato al massimo grado.

Le capacità creative del cervello umano si attivano durante la fase Rem del sonno

Più in particolare, il gruppo di ricercatori guidati da Sara Mednick ha scoperto che è la fase del sonno definita «Rem» (Rapid eyes movement», «Movimenti rapidi degli occhi»), che il cervello umano riesce ad elaborare in modo creativo soluzioni per problemi che affliggono durante la giornata, in stato di veglia, producendo associazioni di idee, concetti e parole.

Rat, il test di creatività

Lo studio condotto presso l’Università di San Diego è giunto a questa conclusione dopo aver effettuato su un campione di 77 persone un particolare test di creatività chiamato Remote Associates Test (Rat), consistente nell’esercizio di ricerca di una parola da associarne a 3 precedentemente fornite. Il procedimento su cui il Rat si basa ricorda per molti versi quello utilizzato da molti quiz televisivi(basta pensare alla fase finale de L’Eredità, il quiz condotto da Carlo Conti su Rai Uno).

I migliori risultati nella soluzione dei problemi sono stati raggiunti nella fase Rem

Tra i dati emersi dal test, quello più interessante riguarda l’ottimo risultato della performance delle persone appena uscite da un breve sonno con fase Rem rispetto a quelli che avevano riposato ma senza dormire o quelli che si erano addormentati senza però entrare nella fase Rem. Le prime si sono mostrate in grado di risolvere i problemi sottoposti alla loro attenzione sfruttando il pensiero laterale.

Come ha sottolineato a professoressa Mednick, è solo nella fase Rem, quella nel corso della quale avviene la maggior parte dei sogni, che il cervello mette in atto tali capacità. Lo studio da lei coordinato ha infatti dimostrato come nella fase Rem la capacita’ creativa di risoluzione dei problemi puo’ aumentare fino al 40%.

Secondo gli studiosi, questo fenomeno è dovuto al fatto che nella fase Rem il cervello sarebbe in grado di formare nuove connessioni nervose senza subire le interferenze e distrazioni provocate da altri percorsi mentali che sono attivi mentre si è svegli o non profondamente addormentati.

Durante la fase Rem del sonno le immagini corrispondenti alle problematiche quotidiane verrebbero quindi assimilate ed affrontate per poi essere spontaneamente riformulate durante lo stato di veglia conducendo ad una soluzione del problema stesso.

La conclusione dei ricercatori

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), e possono essere riassumibili con le parole dei ricercatori :

«Il nostro studio mostra che la fase Rem del sonno potenzia l’integrazione di informazioni non associate per la soluzione di problemi, un processo che, ipotizziamo, potrebbe essere facilitato dalla modulazione dei neurotrasmettitori attivi in questa fase del sonno. Il sonno REM è importante per assimilare nuove informazioni all’interno dell’esperienza passata e creare una più ricca rete di associazioni per l’uso futuro ».

E’ il caso di rovesciare un famoso detto e di riconoscere che “chi dorme piglia pesci”.

Immagine tratta da:

serenatriacca.wordpress.com