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7 italiani su 10, secondo un’indagine Istat, sono costretti a tagliare il proprio budget sugli acquisti di prodotti alimentari di qualità.

Con questa pessima premessa, ieri, domenica 5 maggio, nel fossato del Castello Sforzesco a Milano ,si è concluso l’evento dedicato ai prodotti enogastronomici italiani Cibi d’Italia organizzato dalla Fondazione Campagna Amica della Coldiretti. La manifestazione è stata una sorta di anticipazione del prossimo Expo 2015, tutta dedicata al cibo, all’ambiente e al territorio, ma anche alla qualità della vita e alle famiglie.

Secondo Coldiretti, il baratto piace a 3 italiani su 4: ecco perchè ieri a Milano l’associazione degli agricoltori ha dato vita a un vero e proprio mercato del baratto, in cui i visitatori hanno potuto acquistare prodotti di grande qualità direttamente dal produttore pagandoli però con scarpe, dischi, orologi, quadri, libri, ecc… Formaggi, salumi, verdura, frutta e vino provenienti da tutta Italia a costo zero, per non essere costretti a rinunciare nè in qualità nè in quantità ai migliori prodotti della nostra terra.

Il baratto ritorna, quindi. Questa antica forma di scambio ci catapulta in un’era passata, quando, secondo alcuni, si stava meglio di oggi, fisicamente ed economicamente.
E in effetti il baratto negli ultimi anni è ricomparso sotto diverse forme: pensiamo, ad esempio, alle 200 banche del tempo già attive nel territorio italiano, dove si possono scambiare con gli altri beni o servizi senza sborsare un euro.
O, ancora, pensiamo all’iniziativa “Settimana del baratto”, proposta ciclicamente da alcune strutture alberghiere italiane: durante un determinato periodo dell’anno si possono scambiare libri, cibi fatti in casa, cd, lezioni di musica o danza, o lavori di manutenzione con pernottamenti gratuiti in hotel.
Oppure pensiamo ai famosi swap party (tradotto letteralmente con “festa dello scambio”), una moda arrivata qualche anno fa dagli Stati Uniti, che consiste nell’organizzare un party in cui ciascun invitato porta abiti ed accessori che non usa più per scambiarli con altre cose.

Ma esiste un’infinità di altre nuove metodologie di “baratto”, nate proprio negli ultimi anni per far fronte alle generali ristrettezze economiche: pensiamo al coworking (ovvero due professionisti che esercitano attività diverse che condividono lo stesso ufficio per meglio affrontare le spese di affitto), o al carpooling (cioè dare/chiedere un passaggio in auto a qualcuno che abbia da percorrere lo stesso nostro tragitto).
Sempre più alla moda anche lo scambio di casa per le vacanze, particolarmente indicato per chi abita in zone particolarmente frequentate dai turisti o comunque nei pressi dei luoghi di villeggiatura; o, ancora, il couchsurfing o scambio di ospitalità: in questi casi si mette a disposizione la propria casa per ospitare qualcuno che potrà ricambiare con piccoli doni, cucinando per l’ospitante oppure cercando di essere per quanto possibile d’aiuto nelle faccende…

Oggi più che mai, l’idea del baratto torna ad essere attuale e con il mercato del baratto di Milano ieri la Coldiretti ha voluto in qualche modo denunciare la crisi e i danni provocati dalla finanza esasperata degli ultimi anni, ma ha anche voluto sostenere l’importanza di aiutare l’economia reale a non finire in stand by…