vini rosati


I vini Rosati

Fino a qualche giorno stavamo ancora indossando il cappotto, ora siamo alle prese con l’afa.

Anche se questa primavera è stata piuttosto bizzarra e i metereologi si affannano a dirci che l’estate 2008 non ci regalerà  record di temperature, anzi sarà  piuttosto perturbata, sembrano arrivati i primi caldi.

E con i primi caldi i consumi di vino rallentano, mentre impennano quelli di birra (la bionda ghiacciata, in estate, a pasto e fuori pasto nutre molti estimatori).

Ma il calo di consumo del vino con l’arrivo del caldo dipende forse solamente dalla scelta del vino stesso. Io adoro i rossi, corposi e ben strutturati, ma non farei la pazzia di stappare un Valpolicella superiore per un barbecue pomeridiano in giardino: ogni cosa a suo tempo.

Quali sono quindi i vini adatti al clima estivo? Quelli che il 99% di noi non acquisterebbe mai in occasione di un pranzo, cena e men che meno da portare in occasione di un invito: i vini rosati, i rosè.

I vini rosati

I rosati sono vini bistrattati, probabilmente perché i consumatori non capiscono il perché dell’esistenza di un vino che è una via di mezzo, né carne né pesce, inoltre la qualità  mediocre di molti di questi vini non fa che rafforzare tale impressione, ogni qualvolta ci si accinga ad una degustazione.

La grande discriminante del mondo dei rosati è l’intenzionalità  della loro produzione. Spesso infatti, un vino rosato non è altro che il sottoprodotto della lavorazione di un buon vino rosso, frutto di una tecnica chiamata “salasso”. Il colore di un vino rosso è conferito a questo dalle bucce dell’uva (ovviamente rossa) durante la macerazione/fermentazione. Immaginiamo ora di pressare 100 kg di uva rossa e di ottenerne 50 litri di mosto. Dal recipiente che contiene i 50 litri più le bucce, dopo una notte di macerazione/fermentazione si tolgono (salassare) 20 litri di mosto. Questo mosto non sarà  più incolore come quando era appena pressato, ma sarà  ora di una delicata tonalità  rosa. Il mosto che continuerà  a fermentare con le bucce estrarrà  da queste molto più colore diventando un rosso molto carico e (quasi sicuramente) corposo. Facendo invece finire la fermentazione al mosto rosato sottratto otterremo… un vino rosato, ma che non è “intenzionale” e che sarà  quasi certamente carente sotto diversi aspetti. Uno dei più comuni è l’alcolicità . Un’uva maturata per produrre un grande vino rosso, avrà  quasi certamente un’alto tenore zuccherino, che si tradurrà  poi in alcool. Se da quest’uva si ricava un vino rosato, questo non avrà  la struttura sufficiente per bilanciare la grande alcolicità , ed il vino in bocca “brucerà ” un pò.

Fin qui la parte tecnica. Quali sono dunque i vini rosati da provare? Partendo dal profondo nord, il Lagrein Ketzer, come quello di Muri Gries o quello “Vendemmia Tardiva” di Josephus Mayr. Viaggiando verso sud arriviamo in Lombardia al “Molmenti” dell’azienda Costaripa : chiudendo gli occhi si avrà  l’impressione di bere un grande rosso dalla freschezza non comune. In Abruzzo l’uva Montepulciano la fa da padrona, con dei Cerasuolo da brivido, come il “Cerano” di Pietrantonj o il “Vigna Corvino” di Contesa. Poi si arriva in Puglia, altra grande terra di rosati: prova l’Alezio Rosato “Mijere” di Michele Calò o il Salento Rosato “Saturnino” delle Tenute Rubino.

Lungo l’arco collinare morenico Veronese si coltivano i vitigni per la produzione del Bardolino, composto di Corvina Veronese, Rondinella, Molinara e Negrara, alle quali possono unirsi per un max. del 15% Rossignola, Barbera, San Giovese e Garganega.

Di colore rosso rubino chiaro che tende al granato con l’invecchiamento, odore vinoso e profumo delicato, sapore asciutto, sapido, leggermente amarognolo, frizzante; gradazione alcolica minima 10,5°. L’invecchiamento va da 1 a 3 anni, è adatto a minestre e carni bianche o come aperitivo. Assume la denominazione di “superiore” se raggiunge la gradazione alcolica al consumo di 11,5° e invecchiato almeno 1 anno dopo il 1° Novembre dell’annata di produzione delle uve.

L a definizione di Classico può essere data al Bardolino ottenuto con uve raccolte nella zona originaria più antica, cioè i comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano, Cavaion. Esiste anche il Bardolino spumante.

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