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Molto più di una foto, di un vestito, o di un profumo… certe canzoni sono in grado di riportarci alla mente i più bei ricordi della nostra gioventù: la prima vacanza con gli amici, il primo bacio in riva al mare, il primo falò sulla spiaggia…
La musica è la memoria delle nostre estati e i tormentoni sono la colonna sonora delle nostre emozioni.

Ecco perché il cosiddetto tormentone non è di proprietà di chi lo canta, e non è importante nemmeno che sia un componimento musicale particolarmente virtuoso o che abbia un testo poetico e forbito: il tormentone è di chi l’ascolta e lo fa proprio.

Potremmo ripercorrere la storia dei tormentoni dai loro arbori, negli anni 60, quando c’era il twist, l’azzurro di Celentano, i vatussi, ecc…
O quelli degli anni ’70, quando i tormentoni musicali videro una svolta più profonda, con Cocciante e Baglioni che cantavano l’amore e il romanticismo. Come la mitica “Ti amo“. Ve la ricordate? Umberto Tozzi, nel 1977 con un ritornello quasi scontato e degli accordi molto semplici, arrivò al primo posto del Festivalbar.

A partire dagli ultimi anni 70, in Italia si cambiarono gusti musicali e il pubblico iniziò a interessarsi alla musica straniera. I primi ad essere protagonisti dei nuovi tormentoni furono i Bee Gees, con la loro “Saturday Night Fever“. Fu poi il turno di Donna Summer con “Hot Stuff“, e ancora Gloria Gaynor e il suo “I Will survive“.

Il vero cambiamento e l’affermarsi del tormentone inteso come lo conosciamo oggi iniziò negli anni ’80, con l’affermarsi della disco dance.
I ritmi si fecero più scatenati e il tormentone più significativo dei primi anni ottanta ce lo ricordiamo tutti: “Un’estate al mare“, di Giuni Russo (per il testo di questo tormentone clicca qui).

Video Giuni Russo – Un’estate al mare

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Con Giuni Russo ritornò il tormentone estivo per eccellenza, leggero, ironico, e che ha come tema principale il mare e il divertimento in spiaggia. Nel 1983, la voglia di canzoni allegre e spensierate si affermò con il brano dei Righeira, “Vamos a la playa” (per il testo di questo tormentone, clicca qui). Il brano, in apparenza gioioso, nasconde un messaggio cupo e preoccupante: un mondo sconvolto dalle esplosioni atomiche, in cui la tintarella è resa possibile dalle radiazioni nucleari… Ma il suo ritmo travolgente fece ballare la gente nelle discoteche e passò alla storia.

Visto il successo ottenuto, i Righeira ci riprovarono due anni dopo con un nuovo brano che non tardò a scalare le classifiche del momento: “L’estate sta finendo” (per vedere il testo di questo tormentone, clicca qui). Chi non se lo ricorda l’indimenticabile introduzione del saxofono?

Video Righeira – L’estate sta finendo

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Dalla metà degli anni ’80, la nuova filosofia americana del divertimento si affermò anche in Italia e con questa gli stili di vita degli italiani cambiarono. Soldi, successo e sport furono le nuove priorità dei giovani yuppies, mentre tra gli adolescenti iniziarono a formarsi gruppi di “paninari“, ragazzi particolarmente interessati a godersi la vita senza preoccupazioni, mangiando al fast food, vestendosi griffati e utilizzando un gergo tutto proprio.

Musicalmente, il periodo fu consacrato da Vasco Rossi, che con “Bollicine” (per vedere il testo di questo tormentone, clicca qui) rese omaggio ai poteri della coca cola e… della pubblicità!

Fu il 1983 l’anno di Raffaele Riefoli. Probabilmente questo nome non vi dice nulla, vero? Stiamo parlando di Raf (nome d’arte). Con le influenze del mito americano, i cantanti italiani allora provarono ad emergere cantando in inglese, e Raf scelse il brano giusto che divenne presto il tormentone dell’anno: “Self Control

Video Raf – Self Control

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Identica fu la scelta di Ivana Spagna. All’inizio nessuno poteva immaginare che la biondissima artista che cantava in inglese e che ballava come nei videoclip americani, vestita di pelle nera fosse in realtà di… Verona! “Easy Lady” (per vedere il testo di questo tormentone, clicca qui), nel 1986, oltre a diventare il tormentone dell’anno, ottenne uno strepitoso successo in tutta Europa, guadagnando i primi posti delle classifiche in Francia, Germania e Spagna.

Da quel momento in poi, per avere successo nel panorama musicale non bastò più avere un ritornello orecchiabile, o cantare in inglese: furono infatti l’immagine, il look, e le coreografie a fare la differenza. A dettare questa nuova regola fu quella che divenne negli anni a venire l’icona indiscussa del pop: Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna.
Apparire diventò quindi sinonimo di successo.
Nel 1987 Spagna ci riprovò con “Call me“. Naturalmente il suo look non aveva nulla da invidiare a quello delle pop star americane e il singolo divenne il nuovo tormentone dell’anno.

Video Ivana Spagna – Call me

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Nello stesso anno, arrivò sulle scene anche una nuova protagonista femminile che fece concorrenza alla biondissima Spagna: stiamo parlando di Sabrina Salerno che con “Boys” scalò in fretta le classifiche italiane, ma anche nel Regno Unito arrivò terzo, preceduto solo da Michael Jackson e Madonna.
Sabrina Salerno irruppe nel panorama musicale, dopo un passato da valletta, con un look esplosivo che fece letteralmente sognare gli italiani.

Gli anni ottanta finirono, salutati ufficialmente dal brano di successo di Raf “Cosa resterà degli anni ’80“, e il 1990 fu l’anno dei Mondiali di calcio in Italia, di Maradona e di Schillaci, ma anche della nostra Gianna Nannini, con le indimenticabili notti magiche di “Un’estate italiana“.

Il 1992 fu invece l’anno di due giovani ragazzi normali di provincia, che non immaginavano minimamente dove li avrebbe portati una canzone nata praticamente per caso: si tratta di Max Pezzali e Mauro Repetto, i mitici 883. Il testo di “Hanno ucciso l’uomo ragno” (per vedere il testo di questo tormentone, clicca qui) in realtà non ha messaggi particolari, né alcuna poesia, o significato nascosto… Eppure in poco tempo divenne il tormentone di quegli anni, e il successo degli 883, e poi di Max Pezzali da solista, da allora non si è mai più arrestato.

Video 883 – Hanno ucciso l’uomo ragno

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Nel 1991 un altro duo, proveniente dalla provincia di Vicenza, provò a sfondare: scelsero il nome di Los Locos e sfornarono un tormentone che fece ballare tutti: chi non si ricorda di “Tic Tic Tac“? Appositamente per il brano fu creato anche un balletto ad hoc, molto praticato nelle spiagge. Stessa sorte per la famosissima “Macarena“, qualche anno dopo…

Video Los Locos – Tic Tic Tac

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Arrivò il 1993 e tornò un tormentone dance ancora oggi indimenticabile: “What is love” (per il testo di questo tormentone, clicca qui) di Haddaway. Il brano si posizionò primo in classifica in Italia (e non solo!) e ancora oggi, molti anni dopo, viene spesso riproposto nelle discoteche come ever green.
Sempre del ’93, le radio italiane trasmettevano “Mr. Bombastic” di Shaggy, “All that she want” degli Ace of Base e il “Battito animale” di Raf, con cui l’artista vinse il Festivalbar.

Video Haddaway – What is love

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Stessa sorte per “The Rhytm of the Night” (per il testo di questo tormentone, clicca qui), di Corona, una delle canzoni dance più rappresentative degli anni ’90. Corona, come pochi forse sanno, era un gruppo dance italiano che aveva come frontwoman la modella brasiliana Olga Souza. In realtà la voce di “The Rhytm of the Night” era dell’italianissima Jenny B.
Il brano occupò la prima posizione in classifica per buona parte del 1994.

Video Corona – The Rhytm of the Night

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Quello seguente, fu l’anno del tormentone di Scatman John, all’anagrafe John Paul Larkin, musicista cinquantaduenne statunitense. “I’m a ScatMan” divenne presto un fenomeno di portata mondiale: registrò infatti 52 milioni di album e 21 milioni di singoli venduti in tutto il mondo.
Il 1995 fu anche l’anno degli Articolo 31, con la loro “Ohi Maria“.

Video Scatman John – I’m a ScatMan

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Arrivò il 1996 e l’Italia conobbe per la prima volta la voce di Lauryn Hill che assieme ai Fugees cantava “Killing me Softly” (per il testo di questo tormentone, clicca qui). Il brano in realtà non era nuovo, ma si trattava di una cover di una vecchia canzone del 1973.
Anche Eros Ramazzotti in quell’anno era spesso presente in radio e nelle emittenti televisive musicali, con il singolo e il videoclip di “Più bella cosa“, mentre la “Macarena” era immancabile nelle feste in spiaggia di tutta Italia.

Video Fugees – Killing me Softly

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Gli anni successivi, furono quelli di Ricky Martin, con “Uno, dos, tres, Maria” (per il testo di questo tormentone, clicca qui), di “Horny” dei Mousse T, ma anche di “Barbie Girl” degli Aqua e di Nek con “Se io non avessi te“.

Ma è l’anno 1999 il più ricco di canzoni cult che hanno chiuso in bellezza il millennio.

Fu in particolare l’anno dei Lùnapop, con il loro inno alle giornate spensierate in vespa su e giù per i colli bolognesi. “50 Special“, dopo la sua pubblicazione del marzo ’99, registrò oltre 100.000 copie vendute diventando disco di platino e si posizionò al primo posto della classifica italiana dei singoli.

Lo stesso anno, nelle spiagge si ascoltava “Mambo no. 5” di Lou Bega. Anche in questo caso si trattò di una cover con cui l’artista tedesco ha voluto rendere omaggio alla musica degli anni ’20 e ’30.
Jennifer Lopez, sempre nel 1999, debuttò con “If You Had My Love” (per il testo di questo tormentone, clicca qui), mentre Alex Britti porta al Festival di Sanremo “Mi piaci“, che in estate ottenne un enorme successo. Intanto il “Supercafone” del Piotta diverte e fa ballare. Il brano ottenne un successo radiofonico senza precedenti per un singolo hip hop cantato in dialetto romano, tanto che Er Piotta vinse il premio come artista rivelazione dell’anno, nonché il disco di platino.
Tra le novità del 1999, ci fu anche Christina Aguilera: la canzone “Genie in a Bottle” (per il testo di questo tormentone, clicca qui) in Italia fu uno dei singoli più venduti, e ottenne l’11° posto nella classifica totale di quell’anno.

Video Lùnapop – 50 Special

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Parleremo nei prossimi giorni dei tormentoni dall’anno 2000 in poi, quindi… stay tuned! 😉