Tasse, tasse… e tasse!
Un pensiero che ormai disturba il nostro riposo notturno… Tasse su tutto quello che compriamo, tasse sulla casa di proprietà, tasse sulla benzina, tasse in busta paga…
E ora scopriamo che qualche Comune furbetto ci ha persino fatto pagare la tassa… sulla tassa!

Dal 2009, infatti, la Corte di Cassazione aveva già stabilito che l’Iva sulla tassa sui rifiuti (chiamata TIA) non è dovuta: è anzi illegittima poichè essendo un tributo non può essere soggetto ad imposta.
Eppure, pare che il Governo abbia incassato ben un miliardo l’anno: tutti soldi che non dovevamo pagare.
Probabilmente l’errore – se così lo possiamo definire – è scaturito da un’interpretazione sbagliata del Fisco per la Tia, scambiata per un servizio, anzichè per una tassa…
Sta di fatto che anche se la Cassazione è stata chiara in merito, tuttavia pare che i rimborsi non siano così scontati: tutti sappiamo come attualmente le casse statali non sono in grado di garantire la copertura economica per le numerose richieste di risarcimento che riceveranno.
E’ comunque in corso una vera e propria battaglia tra Fisco e Cassazione
Nel frattempo, però, ecco alcune dritte per scoprire se si è pagata l’iva e procedere a chiedere il rimborso.

Come sapere se hai pagato l’iva sulla tassa dei rifiuti

Innanzitutto è importante capire se il proprio Comune ha applicato l’iva in bolletta. Per far questo è sufficiente controllare sulle fatture ricevute per posta: verificate se il vostro Comune applica la Tarsu o la Tia e in quest’ultimo caso, se vi è stata applicazione dell’iva, avete diritto al rimborso.
In alternativa, l’associazione dei consumatori Altroconsumo ha messo a disposizione un servizio telefonico (numero verde 800 18 99 72) per poter verificare se il proprio Comune ha applicato questa tassa (il Comune di riferimento, però, deve essere censito).

Come chiedere il rimborso se hai pagato l’iva sulla tassa dei rifiuti

Se il vostro Comune ha applicato l’iva sui rifiuti, è da considerare il fatto che si tratterebbe comunque di piccole cifre (aliquota al 10%).
Se si sceglie comunque la strada del rimborso, sarà necessario compilare un apposito modulo, allegare copia delle fatture e dei relativi pagamenti e spedire tutto a mezzo raccomandata al proprio comune e alla società di gestione del servizio.

L’associazione Altroconsumo, che si occupa da tempo del problema, è a disposizione dei consumatori e ha proposto una petizione per chiedere al Governo di stabilire una volta per tutte la natura della Tia, sospendere l’applicazione dell’Iva e stabilire procedure certe per il rimborso (che Altroconsumo propone di inserire all’interno della dichiarazione dei redditi).
Si possono trovare tutte le informazioni sulla petizione sul sito www.altroconsumo.it nella sezione Soldi, alla voce Imposte e tasse.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODULO PER CHIEDERE IL RIMBORSO IVA – TASSA RIFIUTI