Jake La Furia

Jake La Furia

“Gli anni d’oro” è il titolo del nuovo singolo di Jake La Furia, primo estratto “ufficiale” dall’album Musica commerciale, prima “fatica” da solista della voce dei Club Dogo. “Gli anni d’oro” segue la title-track ed il successo ottenuto con “Inno Nazionale”: ora Jack si prepara a raccogliere nuovi consensi con un brano che, in rotazione radiofonica dal 4 ottobre ma disponibile nei negozi solo da martedì 29, contiene un campionamento de “Gli Anni”, hit-cult degli 883 datata 1996.

Non a caso il brano si arricchisce con un featuring molto particolare come quello di Max Pezzali, la cui inconfondibile voce compare nei ritornelli di “Gli anni d’oro”, di fatto quasi identici a quelli del brano preso a modello. Featuring peraltro tutt’altro che sorprendente, visto che il feeling tra i due cantanti è ben solido dai tempi della partecipazione del più esperto Max a “Erba del Diavolo”, favore ricambiato in estate quando Jake è comparso nella trasmissione-vintage “NordSudOvestEst”, condotta da Pezzali su Italia 1 e recante il titolo del pezzo-simbolo degli 883, nonché titolo dell’album più famoso del gruppo scioltosi nel 2002.

E se in “Inno Nazionale” Jake se l’era presa dichiaratamente con il modo di fare informazione in Italia (non senza qualche frecciata ai Dogo…), ne “Gli anni d’oro” il rapper milanese mette da parte le polemiche per dedicarsi all’introspezione autobiografica, nella quale La Furia esprime l’omaggio alla musica italiana attraverso il mito-Pezzali attraverso una rivisitazione espressa da un rap “gentile” ma efficace.

Video Gli Anni d’oro Jake La Furia

Qui di seguito il video Gli Anni d’oro Jake La Furia:


Testo Gli Anni d’oro Jake La Furia

Qui di seguito il testo Gli Anni d’oro Jake La Furia:


Giù la pedivella
In due sopra la sella
Lanciati sulla strada
Frá il cuore era una trivella
Ricordo per chiamare
Non avevo il cellulare
La musica frà non era tutta uguale
Dovrei fare le somme
Sembra che non so contare
Perfino alla mia famiglia
Non so più che raccontare
Da quando uso i contanti
Ho chiuso con tanti
Mi credono diverso
Frá hanno chiuso i contatti
Pero io mi ricordo le partite
Per strada coi miei fratelli
Su un campo scassato che
ai nostri occhi sembrava Wembley
Ricordo il Genio
Mentre scalvalca Zubizarreta
Con mia madre sul divano
A guardare Mazinga Zeta
Frá le bombole e i graffiti
Le macchie sui vestiti
Io ti guardo e tu mi guardi
E sembra c’ abbiano investiti
Siamo un re ed una regina
Un bambino ed una bambina
Frá il trono era una panchina
E vorrei tutto come prima
Come gli anni d’ oro

Gli anni d’ oro del Grande Milan
Gli anni di Van Basten e Van Damme
Gli anni delle immense compagnie
Gli anni con il buster sempre in due
Gli anni di che belli erano i film
Gli anni degli spacchi
In fondo ai jeans
Gli anni della tempro nell’ hi-fi
Gli anni del tranquillo siam qui noi
Siamo qui noi

Passano gli anni e io non metto
Questa testa apposto
Sempre la collana i denti d’ oro
Ed il cappello storto
Ho un po’ più di esperienza
E qualche punto in più sul corpo
Qualche amico l’ ho lasciato
Per la strada
E qualcun altro é morto
Ora lo scooter é una moto grande
Per il resto fraté
Sono diventato zio
E lo zio é diventato padre
A fare il rap sono un colosso
Perché ho ancora la fame addosso
E frà mi scasso ancora
Ogni volta che posso
Peró ricordo ieri
Avevo piu amore e più amici veri
Oggi ho soltanto più amanti soldi
E pensieri
Ho quei giorni nella testa
Una canna ed era festa
La scuola mi bastava saltarla
Che mi sentivo gangsta
Lei aveva gli occhi più grandi
Che abbia mai visto
É dentro d’ ogni rima d’ amore
Dal primo disco
siamo un re ed una regina
Un bambino ed una bambina
Frà il trono era una panchina
E vorrei tutto come prima
Come gli anni d’ oro

Gli anni d’ oro del Grande Milan
Gli anni di Van Basten e Van Damme
Gli anni delle immense compagnie
Gli anni con il buster sempre in due
Gli anni di che belli erano i film
Gli anni degli spacchi
In fondo ai jeans
Gli anni della tempro nell’ hi-fi
Gli anni del tranquillo siam qui noi
Siamo qui noi

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