Sergio Henao

Sergio Henao

Presentazione diciannovesima tappa: Ponte di Legno-Val Martello, 139 km – Giro d’Italia 2013

Ecco la tappa-monumento del Giro 2013

Il gran giorno è arrivato. Gavia, Stelvio e dislivello complessivo di 8000 metri: non mancherà proprio nulla nella tappa “spauracchio” del Giro d’Italia 2013, quella che i cronomen hanno guardato con terrore fin dal giorno della presentazione, e quella che gli scalatori hanno preparato minuziosamente per tutto l’inverno. Nei piani degli organizzatori la 19esima tappa, da Ponte di Legno a Val Martello, 139 km, avrebbe dovuto essere di una frazione cruciale per l’assegnazione della maglia rosa, ma non tutte le ciambelle riescono col buco: il confronto Nibali-Wiggins non ci sarà, ed il primato del messinese è ormai più che al sicuro. Gli attacchi comunque non mancheranno di certo, in particolare da Rigoberto Uran, alla ricerca magari del secondo posto e di una soddisfazione, quindi lo spettacolo sembra assicurato, al pari della presenza di tanto pubblico sulle montagne. Volendo trovare un difetto si può puntare il dito sulla collocazione del Gavia, posto in una fase troppo iniziale della tappa: l’ascesa infatti comincerà subito dopo il chilometro zero, per durare 17 chilometri complessivi.

Altimetria diciottesima tappa Giro d’Italia 2013

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Maltempo: cancellati Gavia e Stelvio-Cima Coppi

Tutto si conosce di una salita-mito del Giro, compresi i tratti al 16% che fanno del Gavia una delle ascese più dure d’Europa, ma che, percorsa a velocità ridotta poco dopo il via, non potrà regalare lo spettacolo auspicato: sarà la ventunesima volta che questa montagna verrà scalata nella storia del Giro, ma il pensiero di tutti corre alla tappa da tregenda del 1988, quando sul Giro si abbatté una vera tormenta di neve e gelo mai vista che consegnò alla storia l’arrivo vittorioso di Eric Breukink a Bormio seguito da Andrew Hampsten, che proprio quel giorno conquistò la maglia rosa che avrebbe portato fino a Vittorio Veneto. Al termine della tappa molti corridori rischiarono l’assideramento, ed il giorno dopo fu cancellata l’ascesa allo Stelvio. Una storia che si ripeterà: come già successo sulle Alpi francesi, infatti, tanto il Gavia quanto lo stesso Passo dello Stelvio, Cima Coppi del Giro 2013 con i suoi 2758 metri, sono stati cancellati dall’organizzazione causa neve: le strade sono attualmente chiuse per essere sgombrate, ma non è stato possibile assicurare la sicurezza ai corridori.

Maltempo: cancellati Gavia e Stelvio-Cima Coppi

Ecco pronto quindi il piano alternativo, già ufficializzato: verranno scalati il Passo del Tonale, salita di 8,3 km con pendenza media del 7,5% e poi l’inedito Passo del Castrin, di fatto il “vice-Stelvio”: 8,4 chilometri con tratti al 13%. Immutato il resto della frazione con l’ascesa finale, quella verso Val Martello: si tratta di una classica salita irregolare, con continui saliscendi. Dopo un tratto iniziale all’11%, infatti, ci sarà un breve tratto di discesa verso Bagni di Salto che precede prima di altri nove chilometri di salita ripida e ricca di tornanti.

Sarà la giornata dei colombiani?

Il tratto conclusivo più duro sarà preceduto da un’ultima breve discesa, ma poi ecco i sei chilometri finali, tra il 10 ed il 14%, nei quali non sarà più possibile voltarsi indietro ma neppure si avrà la forza di alzarsi sui pedali, con una velocità che non supererà i 6-7 chilometri orari. Facile immaginare che gli ultimi 6000 metri vedano al comando uno scalatore puro fuori classifica, ma pronto per l’impresa: il nome giusto potrebbe essere quello di Carlos Betancur, fin qui sempre all’attacco ma mai vincente, ma difficilmente l’atleta dell’Ag2R avrà campo libero essendo in lizza con Rafal Majka per la maglia bianca di miglior giovane. E Uran? Salutato definitivamente il primo posto lo scalatore di Sky è in lizza per il podio, e dovrà quindi gestire le forze in vista della tappa delle Tre Cime di Lavaredo: più probabile uno scatto del compagno di squadra Sergio Henao, fuori classifica. Anche Samuel Sanchez, però, reduce dalla delusione della cronoscalata, cercherà la vittoria parziale: il suo ritardo in classifica è consistente, pur rientrando nei dieci, pertanto Nibali potrebbe anche lasciargli spazio. L’Italia può puntare su Domenico Pozzovivo o, perché no, su uno scatto d’orgoglio di Stefano Garzelli, all’ultima Cima Coppi della carriera. A meno che Nibali non decida ancora di travestirsi da can-nibale

Planimetria diciottesima tappa Giro d’Italia 2013

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Speciale Giro d’Italia