Danilo Di Luca

Danilo Di Luca

Salta la penultima tappa di montagna

Una giornata da dimenticare. In tutti i sensi. Venerdì 24 maggio 2013 entra dritta dritta nella storia del Giro d’Italia, ma dalla parte sbagliata. Non si corre, ma forse è meglio così: per motivi di sicurezza, e non solo. La prima notizia di giornata è che la 19esima tappa è stata definitivamente cancellata: questo quanto deciso di prima mattina dagli organizzatori, dopo aver constatato che neppure il percorso alternativo approntato giovedì pomeriggio in tutta fretta avrebbe garantito la sicurezza di corridori e pubblico. Si era provato in tutti i modi a salvaguardare lo spettacolo, sostituendo gli impraticabili Gavia e Stelvio con i meno spettacolari ma comunque impegnativi Tonale e Castrin, quest’ultima salita del tutto inedita ma se sulla Cima Coppi si sarebbero trovati otto gradi sottozero e neve abbondante pure le strade alternative si presentavano a rischio gelo, da qui la dolorosa ma inevitabile decisione di cancellare la tappa, considerando anche i pericoli che avrebbe presentato la discesa verso Lana, tecnica e stretta. Impossibile cambiare ancora a poche ore dal via, quindi ecco una scelta dettata ovviamente in primo luogo da motivi di sicurezza ma confortata anche dal fatto che non ci saranno polemiche sul piano tecnico, considerato che la vittoria finale di Nibali è ormai certa dopo l’impresa nella cronometro di Polsa.

2oesima tappa: salta il Giau

Ma non è finita perché pure la 20esima e penultima tappa, ultima frazione di montagna, verrà stravolta: anche sull’arrivo delle Tre Cime di Lavaredo infatti si prevede tempo da tregenda per sabato, così l’organizzazione ha provveduto per tempo ad approntare un percorso alternativo. Saltano le salite del Giau (il passo è chiuso per neve) e di Costalunga, salva per il momento quella delle Tre Cime, ma la tappa s’allunga dai 203 km originari a 210. anche in questo caso sono allo studio soluzioni alternative ma il percorso prevede meno vie d’uscita, ed il maltempo promette di non dare tregua. Non è da escludere quindi che la carovana torni in strada solo per la passerella finale di domenica da Riese Pio X a Brescia. Per trovare l’ultimo precedente di una tappa cancellata al Giro occorre risalire all’edizione di 25 anni fa quando, tre giorni prima l’epica tappa del Gavia con arrivo a Bormio, fu annullata l’undicesima frazione, Parma-Colle Don Bosco, causa maltempo sul passo della Cisa: era il 2 giugno 1988.

Di Luca shock: recidivo all’Epo

Ma se agli agenti atmosferici non si può controbattere, una vera e propria mazzata è stata la notizia piovuta poco dopo le 11: la positività all’Epo di Danilo Di Luca. Il corridore abruzzese, 37 anni, è stato incastrato da un controllo a sorpresa effettuato il 29 aprile, solo cinque giorni prima del via della corsa rosa. Immediato il suo allontanamento dalla corsa così come, qualora le contranalisi confermeranno la positività, la radiazione per Di Luca, già squalificato per due anni per lo stesso motivo dopo la positività del 2009. Un colpo durissimo non tanto per la credibilità del nuovo ciclismo (che si conferma implacabile con i bari, ed il fatto che il controllo fosse a sorpresa lascia intuire che il passaporto biologico di Di Luca avesse lasciato qualche dubbio) bensì ai benpensanti della “seconda possibilità”.

Caso Di Luca: le reazioni

Se infatti la procura antidoping si batte da anni per pene più severe fin dal primo errore, gli infiniti gradi di giudizio dello sport italiano, ed una legge che consente sconti abbondanti in caso di collaborazione, hanno consentito a Di Luca, vincitore del Giro nel 2007 ma cui vennero sottratte la vittoria ottenute alla corsa rosa nel 2009, di rientrare relativamente presto in gruppo. Ma evidentemente certe abitudini sono difficili da estirpare, anche se colpisce l’età del corridore, che non aveva certo propositi di primato al Giro. Facile immaginare anche la situazione emotiva di Luca Scinto, ds della Vini Fantini: “Di Luca è un cretino – ha detto Scinto senza mezzi termini – Io non avrei voluto prenderlo con me, sono stato costretto. Ed è anche un irresponsabile che mette in pericolo il lavoro di quaranta persone. Ma non finisce qui: adiremo alle vie legali“. Sbigottita anche la reazione del direttore del Giro Michele Acquarone: “Di Luca ci ha tradito: ci aveva guardato negli occhi, e noi c’eravamo fidati di lui“. Scinto aveva scommesso su Di Luca pochi giorni prima del via del Giro nonostante il corridore pescarese avesse nelle gambe appena due corse, il Gp Toscana ed il Gp di Larciano. Con ogni probabilità le ultime due intere della sua carriera.

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