Emanuele Sella

Emanuele Sella

L’omaggio al Vajont – Giro d’Italia 2013, undicesima tappa

Il Giro d’Italia 2013 si dedica al ricordo: l’undicesima tappa infatti è un omaggio al 50° anniversario della tragedia della Diga del Vajont, sede d’arrivo 182 chilometri dopo la partenza da Tarvisio. Un doveroso ricordo della tragica notte del 9 ottobre 1963 quando la caduta di una frana dalla montagna, originata dall’innalzamento delle acque del lago artificiale, produsse la rottura della diga e la conseguente distruzione per inondazione dell’intero fondovalle del Piave, e la morte di oltre 1900 persone, un centinaio dei quali proprio in località Erto a Casso dove ha sede l’arrivo. Ricordata la storia, il percorso si presenta però alquanto interessante, affrontando al contrario il tratto che conduce tradizionalmente alla salita dello Zoncolan: la prima metà della frazione sarà in leggera discesa fino ad Ovaro, per poi cominciare lentamente a salire, seppure senza raggiungere picchi troppo impegnativi.

Altimetria undicesima tappa Giro d’Italia 2013

altimetria-11-tappa-570

Cliccare sull’immagine per vedere l’ingrandimento della Altimetria undicesima tappa Giro d’Italia 2013

11esima tappa: due salite, ma non impossibili

Due le ascese in programma, ma non vicinissime al traguardo, pertanto non in grado di produrre una vera selezione. La prima è la Sella Campigotto, lunga ben 25 chilometri, ma di Seconda Categoria e piuttosto pedalabile con pendenze mai superiori al 6%. Quindi, dopo una lunga discesa, la strada torna ad impennarsi all’altezza di Longarone, con la salita verso il Passo Sant’Osvaldo, anch’essa di Seconda Categoria, lunga sette chilometri e mezzo, al 4,9% di pendenza media ma punte superiori all’8%. Scollinato il Gpm mancheranno solo di discesa verso il traguardo di Erto e Casso, dove ad alzare le braccia dovrebbe essere un fuggitivo della prima ora ma difficilmente un uomo di classifica vista l’impossibilità di fare la differenza prodotta dalle pendenze non particolarmente impegnative.

Il giorno dei cacciatori di tappe

La faticosa tappa del Montasio infatti potrebbe farsi sentire nelle gambe dei migliori: il clou della tappa quindi dovrebbe arrivare solo negli ultimi quattro-cinque chilometri, quando gli scalatori fuori dalle primissime posizioni di classifica potrebbero ottenere la “licenza” per sbancare in una tappa comunque storica. Un nome buono potrebbe essere quello di Lars Ytting Bak, capitano finora quasi invisibile di una Lotto salvata solo dall’impresa di Hansen a Pescara. Possibili favoriti anche il colombiano Atapuma della Columbia mentre i colori italiani potrebbero essere difesi dal terzetto della Androni Venezuela composto da Fabio Felline ma soprattutto Franco Pellizzotti ed Emanuele Sella, alla ricerca insistita di un successo che metta definitivamente alle spalle il passato.

Planimetria undicesima tappa Giro d’Italia 2013

planimetria-11-tappa-570

Cliccare sull’immagine per vedere l’ingrandimento della Planimetria undicesima tappa Giro d’Italia 2013

Speciale Giro d’Italia

Approfondimenti