Giovanni Allevi


Si saranno arrabbiati in molti gli “Alleviani”, i fans di Giovanni Allevi, il simpatico megalomane come lui stesso si definisce che afferma di avere cambiato la musica classica. Si saranno arrabbiati per l’aggressione di Uto Ughi, il grande violinista che ha definito il trentanovenne marchigiano un nano, non solo nei confronti di Horowitz e Rubinstein, ma anche rispetto a Mina e Modugno.

E’ andato giù pesante il maestro, dice che la musica di Allevi è un collage senza valore, di un compositore che in passato non sarebbe entrato in conservatorio. Si dice addirittura offeso dal concerto natalizio del giovane compositore al Senato, il 21 Dicembre (“Ho seguito il concerto natalizio e l’ho ascoltato incredulo fino alla fine..”).

Secondo Ughi la musica di Allevi non è nemmeno parente della musica classica, del passato e del presente, nel suo campo sono in molti migliori di lui, pianisti, compositori, strumentisti e cantanti, non fa che ricordare di essere, a differenza dei grandi pianisti del passato, anche un compositore.

Attribuisce il successo ad una esaltazione collettiva, dietro alla quale ci sarebbe una forte operazione di marketing, lo paragona a Bocelli, che pur avendo grande successo, conosce i propri limiti e possiede anche grande umiltà, mentre Allevi è un presuntuoso che si ritiene un profeta della nuova musica.

“Il suo successo è il termometro perfetto della situazione del nostro Paese: prevalgono sempre le apparenze»

La risposta del giovane musicista-compositore non si è fatta attendere, non le manda a dire, a dispetto del suo apparire timido e quasi in soggezione ad ogni apparizione pubblica: “Caro Ughi, lei difende soltanto la sua Casta“. Allevi dice che a spartirsi la torta del potere musicale sono in pochi, una casta, impegnata a perpetrare la propria concezione di arte e la propria esistenza. È una lobby di potere fatta di protettori e di protetti, nascosti nelle stanze di palazzi irraggiungibili ai più. Dalla casta emerge sempre lo stesso monito: la gente è ignorante, noi siamo i veri detentori della cultura”.

E chiude così: “Io, a differenza di lei, non ricopro alcun incarico istituzionale, non ho fatto intitolare nessun Festival a mio nome. Alla luce delle sue parole sembra paradossale che lei sia Presidente dell’Associazione Uto Ughi per i giovani“.

Secca e perentoria la risposta, come forse l’aggressione meritava, avremo modo di vedere se ci sarà un seguito, di certo si può affermare che Giovanni Allevi ha avuto il merito di far interessare alla musica classica anche giovani e meno giovani che mai vi si erano avvicinati, e di smuovere un ambiente immobile da secoli.

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