trinciatrice

Mazza, pallina, caddie e… trinciatrici. Nessun trova l’intruso, perché un bravo golfista fai da te deve mettere nel conto ogni imprevisto.
Compreso quello che, magari se si è alle prime armi e si golfa tra amici, l’erba può non essere tosata in modo regolare, e all’altezza giusta, particolare fondamentale per imbucare con il minor numero possibili di colpi.
Da qui il nome della macchina infernale di cui sopra.
Trinciatrice, da trinciare, approssimativamente sinonimo di “tagliare”.
Scherzi a parte, ovviamente non è un oggetto da fai da te, ed è sempre meglio affidarsi a chi la sa maneggiare con cura, trattandosi di un oggettino discretamente ingombrante.

A conti fatti, a muovere quella che resta una comune macchina agricola è un trattore, e il suo uso principale è quello di rimuovere residui vegetali di medio-piccole dimensioni.
Ma a conoscerne parti e tecniche di utilizzo sono anche i giardinieri professionisti, al pari di coloro che puntano banalmente a tosare l’erba del proprio giardinetto.
Non è un caso allora che l’Italia, con la sua sterminata quantità di spazi verdi, ne sia la prima produttrice al mondo.

Prodotte sul mercato da svariate aziende del settore, le trinciatrici possono raggiungere anche un peso di 1 quintale e mezzo, da un minimo di 10 kg, e una larghezza di 10 metri. A determinare le differenze sono la potenza e le dimensioni del trattore che vi è collegato, oltre a quelle dei martelli disposti sul rotore, quasi sempre collocato in senso orizzontale. Ma esistono anche versioni in cui ai martelli si sostituiscono coltelli di diverse forme, adatti in particolare per trattare stocchi di mais.

Il moto della trinciatrice è determinato da una presa di potenza collegata alla trattrice mediante un albero cardanico; il loro uso si estende anche al mantenimento delle banchine stradali, e a favorirne il largo impiego è il vantaggio legato all’adattabilità a più scopi (compresa la sistemazione di campi coltivati dopo il raccolto), la rapidità e l’efficacia d’utilizzo, che diventa massimale proprio limitatamente al taglio dell’erba.
Per l’uso in siepi o giardini, si consiglia in particolare di servirsi di una trinciatrice per argini, che pur essendo molto ingombrante (il lavoro è compiuto esternamente rispetto al trattore). garantiscono risultati sicuri anche in presenza di fossi.

Molto delicata è la fase della lubrificazione: dev’essere realizzata circa ogni 8 ore di lavoro, e particolare attenzione va prestata ai cuscinetti del rotore, il cui mancato movimento regolare può determinare la diminuzione dell’attrito, e con esso precoce surriscaldamento della macchina, con conseguente deficit di prestazioni.

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