Gallipoli, la perla del Salento

Lungo la costa occidentale della provincia di Lecce, nella Puglia meridionale, sorge l’isola di Gallipoli, che si affaccia sul Mar Ionio. Essa è circondata da una cinta bastionata, che si sviluppa per una lunghezza di circa un chilometro e mezzo.

Gallipoli

Gallipoli

Storia di Gallipoli

Il nome Gallipoli deriva da Kalepolis(città  bella), il nome che i colonizzatori ellenici provenienti dalla Grecia, dettero alla città .
Conquistata nel 265 a.C dai Romani, che la trasformarono in un centro militare, Gallipoli venne in seguito occupata dai Barbari, che nel 450 saccheggiarono la città .
Nel ‘500 ebbe inizio il dominio dei Bizantini, durato 40 anni. Dal 542, durante il periodo dell’Impero Romano di Onesti, Gallipoli venne ricostruita e dotata di apparati difensivi, come il castello in difesa del centro storico di Gallipoli. Essa divenne uno dei centri navali e militari più importanti dello Ionio.
Conquistata nel 1269 da Carlo I D’Angiò, conobbe sotto il dominio angioino un periodo di decadenza, per poi risorgere con gli Aragona.
Dopo varie dominazioni di breve periodo, Gallipoli passò nel 1501 sotto il dominio spagnolo.
Successivamente, Gallipoli entrò a far parte del Regno di Napoli; sotto Ferdinando I di Borbone venne costruito il porto.
Nell’800 Gallipoli partecipò attivamente alle varie vicende del Risorgimento italiano; in seguito, con l’ Unità  d’ Italia, divenne capoluogo di circondario.

Gallipoli: itinerari e luoghi da vedere

La città  vecchia e il borgo nuovo.
Gallipoli può essere considerata come divisa in due zone: la “città  vecchia” e il “borgo nuovo”.

La città  vecchia sorge su di un’isola calcarea collegata alla terra ferma attraverso un ponte seicentesco ad archi, in muratura, ed è caratterizzata dall’accostamento di edifici risalenti a epoche e culture differenti. L’impianto urbanistico, strutturato attraverso l’intreccio delle vie strette e tortuose, ricorda quello islamico; esso risale infatti al periodo della dominazione saracena, nel 900 d. C.

Corso Roma divide la città  nuova in due parti, dette rispettivamente di “scirocco” e “tramontana”; al suo imbocco ha inizio il borgo nuovo. Questa parte di Gallipoli si contraddistingue per le numerose strutture turistiche e per gli edifici di costruzione moderna, come il Palazzo di vetro, detto anche Grattacielo, un palazzo modernista di 90 piani, costruito alla fine degli anni ’70.

Il Grattacielo e il Castello - Gallipoli

Il Grattacielo e il Castello – Gallipoli

Il Porto di Gallipoli
A Gallipoli sono presenti due porti.

Il Porto Peschereccio, o Antico, è il porto di Gallipoli più antico. Situato nei pressi della Fontana Greca, si estende per circa 50 metri ed è usato per ormeggiare le Paranze dei pescatori.

Porto Peschereccio  - Gallipoli

Il Porto Peschereccio – Gallipoli

Il Porto Mercantile ha un’estensione di 80.000 metri quadrati, e si sviluppa lungo una parte della città  vecchia.

La Fontana Greca- Romana è situata nei pressi della banchina del porto di Gallipoli, vicino al Palazzo di Vetro. Costruita nel III secolo a. C., presenta due facciate, che sembrano risalire a due epoche diverse. Essa venne eretta dalle popolazioni elleniche (o, secondo gli studiosi, durante l’epoca rinascimentale) nella zona denominata Fontanelle, e solo in seguito venne trasferita nei pressi della chiesa di San Nicola, ormai distrutta.

Scorcio del castello Angioino - Gallipoli

Scorcio del castello Angioino – Gallipoli

Il castello Angioino di Gallipoli venne costruito al XIII Secolo, durante il dominio Angioino, e fu successivamente ristrutturato, fino al XVII secolo.

Circondato quasi completamente dal mare, è situato nei pressi del ponte che collega la città  vecchia con la città  nuova. In passato, per accedere al Castello, che aveva la funzione di proteggere la città  dai numerosi attacchi dei popoli stranieri, doveva essere oltrepassato un ponte levatoio in legno. Attualmente il Castello è a base quadrata, e presenta quattro torri ad ogni angolo; al suo interno è diviso in grandi sale con volte a croce.

Chiesa di San Domenico al Rosario - GallipoliChiesa di San Domenico al Rosario
La chiesa, che prende il nome dal bastione che si trova di fronte, è stata ricostruita dai Domenicani nel 1696. La facciata è in carparo; la pianta è ottagonale, coperta da una maestosa volta in pietra. Al suo interno, la chiesa presenta dieci altari e dei dipinti risalenti al XVII secolo, opera di Giovanni Domenico Catalano.

Riferimenti esterni:

Sito Comune Montecatini Terme


Gallipoli: tradizioni e folklore

La cuccagna a mare è un’antichissima tradizione popolare che si svolge il 24 luglio, nell’ambito dei festeggiamenti in onore di S. Cristina. Sulla banchina del porto viene posto un palo di legno interamente ricoperto di grasso, all’estremità  del quale è una bandiera tricolore che deve essere afferrata dai partecipanti al gioco.

Il 20 gennaio ricorre invece la festa del compatrono della città  di Gallipoli, San Sebastiano: una processione solenne in onore del Santo sfila di sera per le strade; ad essa partecipano tutte le confraternite della città , trasportando il busto in argento di San Sebastiano
Una delle feste più sentite a Gallipoli è senz’altro il Carnevale, quando le strade si riempiono di maschere e di coriandoli, carri allegorici e gruppi mascherati che sfilano in Corso Roma.
Durante la festa rivive la figura de “Lu Tidoru”, un soldato che a Carnevale torna nella sua amata città  per festeggiare e gustare in abbondanza polpette e carne, tanto da morirne. Questa scena rivive ancora oggi durante le sfilate dei gruppi mascherati.
Il primo giorno di Carnevale, il 17 gennaio, che coincide con S. Antonio Abate, patrono cristiano del fuoco, si celebra il rito delle Focareddhe, bruciando all’aperto sulle pubbliche piazze cataste enormi di ramaglie d’ulivo.

Gallipoli

La tradizione enogastronomica di Gallipoli

La cucina tipica di Gallipoli offre numerosi piatti a base di pesce; la pesca è un’attività  di origini antichissime, tramandata di generazione in generazione.
Da gustare sono quindi piatti come la Scapece, a base di pesce fritto, pane grattugiato e zafferano, consumato prevalentemente durante i periodi festivi, e lu purpu alla pignata, polipo lessato in acqua.
Rinomate sono anche le zzeppule, consumate a San Giuseppe, il 19 marzo, lu spazzatu di agnello, gustato a Pasqua, e i pustraddhuzzi e le pitteddhe, che vengono cucinati la vigilia di Natale.

Riferimenti esterni:

Sito Comune Gallipoli


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