Formula uno GP Malesia 2009, Ferrari ancora crisi


Un altro week end amaro per la Ferrari, anche in Malesia come in Australia vince la Brown Gp mentre le rosse non ottengono i risultati attesi e sperati. Gara rocambolesca e ridicola per il comportamento della FIA, piloti in attesa sotto il temporale prima della sospensione.

Dopo l’entusiasmo delle prove libere che hanno visto le rosse più veloci di tutti, e le dichiarazioni di pronto riscatto è arrivata la doccia fredda, sin dall’inizio delle qualifiche di sabato. Non solo sono mancate le prestazioni dal punto di vista tecnico, ma la squadra ha fallito anche la strategia. E’ risaputo che all’inizio di ogni stagione, soprattutto dopo una revisione del regolamento come quest’anno partono bene i team che si presentano con la macchina migliore, che hanno ben interpretato i cavilli tecnici, che hanno trovato l’alchimia giusta a mettere in pista la monoposto più performante.

Le cosiddette strategie sono un’altra cosa, frutto dell’esperienza, dell’intuizione, a volte del rischio, ma non dovrebbero mai essere figlie della presunzione. Non è ammissibile fare un giro sperando che sia sufficientemente buono per entrare nella Q2, e poi stare a guardare cosa succede, come ha fatto con Massa il team di Maranello sabato. L’intenzione era quella di preservare un treno di gomme per la gara, ma una buona gara parte da una buona posizione in griglia, non si può lesinare su un treno di gomme rischiando, come poi è successo, di partire in fondo allo schieramento.

La gara: ottima partenza di Rosberg e di un aggressivo Barrichello, mentre Button ha un’indecisione, Raikkonen si posiziona al 6° posto mentre Massa guadagna quattro posizioni, da 16° a 12°. Gara finita fin dall’inizio per Kovalainen e Kubica che già nel giro di ricognizione aveva chiesto al team di non partire, per un problema al motore. Rimane fermo in griglia, con grande rischio per lui e chi lo seguiva.

Al 13° giro inizia il valzer dei pit-stop mentre il cielo si fa sempre più scuro promettendo un temporale monsonico. Il primo a montare pneumatici da pioggia è Raikkonen, scelta che non premia (di nuovo) perché la pioggia tarda ad arrivare e sull’asciutto perde secondi preziosi oltre a rovinare gli pneumatici. Vettel, Button e Trulli montano ancora gomme lisce.

La pioggia arriva alla ventiduesima tornata, dopo il primo pit-stop c’è Button al comando, seguono Rosberg, Trulli e Barrichello, ottavo Massa e 14° Raikkonen che accuserà un problema al kers e non avrebbe comunque ripreso la gara. Le condizioni peggiorano rapidamente ed esce la Safety Car.

Siamo a 24 giri dal termine, non è ancora stato completato il 75% della percorrenza prevista, al 33° giro le vetture si fermano sulla griglia, le condizioni sono proibitive, i meccanici tentano di coprirle sotto teli impermeabili. La federazione non dà notizie, si riprende, si attende, si sospende….proprio quando i piloti rientrano in vettura e sembra che si riprenda con l’ordine precedente l’uscita della Safety Car arriva la comunicazione: gara sospesa e punteggio dimezzato.

Sulla strategia errata di anticipare le gomme da pioggia per Raikkonen, Stefano Domenicali, responsabile della gestione sportiva della Ferrari ha preferito non entrare nei dettagli quando gli è stato chiesto del ruolo di Schumacher ai box. “Non voglio rispondere a questa domanda, perchè so cosa c’è dietro – ha detto Domenicali -. E’ un discorso di gestione interna che dobbiamo, a questo punto, vedere probabilmente in maniera diversa, e questo lo affronteremo a casa in questa settimana, perchè è un tema sicuramente importante”. (Schumacher era stato dato proprio come responsabile delle strategie relative alla pioggia…).

Questa la classifica finale GP MALESIA 2009:

Jenson Button (Brown Gp), Heidfeld (Bmw), Glock (Toyota), Trulli (Toyota), Rubens Barrichello (Brown GP), Lewis Hamilton, (McLaren-Mercedes), Nico Rosberg (Williams), Mark Webber (Red Bull).

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