Formula Uno Bahrein circuito di Sakhir
Formula Uno Bahrein circuito di Sakhir


Felipe Massa si dichiara fiducioso e punta al riscatto nel Gran Premio del Bahrain in programma domenica prossima. Secondo il pilota brasiliano sotto il diluvio di domenica scorsa ci sono stati comunque dei segnali positivi, la sua rimonta infatti sarebbe sicuramente terminata sul podio senza il guasto alla sua monoposto; le prestazioni, sia pure a tratti, la macchina le ha espresse, ed è questo ad infondere una moderata fiducia a Felipe.

Massa spiega come si sta operando nel team, e a Maranello per uscire da questo brutto momento che nemmeno i costosi consigli di Schumacher sembrano in grado di risolvere, anzi, qualcuno lo ha velatamente considerato responsabile di errori nelle strategie relative alle gomme, e considerato che il settimanale Autosprint ha rivelato il suo stipendio, che sarebbe di 5 milioni di euro l’anno, le polemiche non sono mancate.

Anche se ottimista Massa non riesce a mascherare la delusione: “I giorni in cui mi rilassavo dopo ogni gara e parlavo della vittoria e di essere sul podio – confida il ferrarista – in questo periodo sembrano appartenere ad un tempo molto lontano ed onestamente, in questo momento, parlare di ogni gara è diventato più una sofferenza che un piacere.

“A Shanghai, ancora una volta, non siamo stati abbastanza competitivi e abbiamo preso la decisione di correre senza KERS che avrebbe potuto creare dei problemi, ma sotto la pioggia domenica siamo andati molto forte. Sono stato in grado di recuperare diverse posizioni e sono riuscito ad avere un’andatura simile a quella dei ragazzi che erano davanti. Questo è stato il lato positivo, ma per quel che riguarda gli aspetti negativi, ancora una volta abbiamo avuto problemi di affidabilità e non sono riuscito a terminare la gara. Una volta tornati in azienda, abbiamo continuato a lavorare duramente per risolvere il problema. Il guasto all’impianto elettronico che mi ha costretto a terminare la gara a lato della pista è stato, ancora una volta, qualcosa che non ci era mai successo prima. Bisogna dire che in questo periodo la fortuna non è dalla nostra parte, visto che è stato un piccolo e stupido problema a far fermare la vettura, un semplice errore di lettura dei dati che indicavano all’unità di controllo di bloccare l’acceleratore. Quindi, anche se non c’era nessun problema particolare, il computer della vettura ha deciso di bloccare l’acceleratore e ho dovuto parcheggiare”.

Quali e quante sono le reali possibilità per la Ferrari di risorgere? Stefano Domenicali, responsabile della gestione corse e tra i principali imputati del momento nero spiga: «Questa è una stagione strana, i valori cambiano e si capovolgono nel giro di poche settimane». Quasi una speranza a sfornare anche un miracolo in rosso trasformando una monoposto che proprio non vuole saperne di andare forte e trasformarla in una macchina vincente, se non proprio per l’obiettivo mondiale, almeno per togliersi qualche soddisfazione.

La scadenza è il 10 maggio a Barcellona. Per la rinascita ci si appella al kers, che si spera tornerà in Bahrain per sfruttare i lunghi rettilinei del circuito, e i diffusori a due piani che arriveranno in Spagna. Il fitto calendario, che costringe i tecnici a passare da un circuito all’altro in pochi giorni senza tempo per lavorare in fabbrica e, soprattutto, l’impossibilità di effettuare test in pista, rende ancora più difficile prendere le contromisure adatte.

Nonostante il gruppo di lavoro messo organizzato da Luca Baldisseri a Maranello, quindi, la corsa contro il tempo potrebbe essere inutile, o meno fruttuosa di quanto si pensi e si speri. Alonso ha dimostrato a Shanghai che non basta montare il contestato diffusore per colmare tutto il gap dai primi. E allora al Cavallino ci si prepara anche all’ipotesi più negativa: se non si torna competitivi in 20 giorni si abbandona il progetto della F60 e si punta tutto al 2010.

Domenicali non ha ancora alzato bandiera bianca pubblicamente, ma a convincerlo potrebbe essere il precedente illustre della Brawn Gp. La Honda, l’anno scorso, abbandonò lo sviluppo dell’auto a metà stagione e si concentrò sul 2009. I risultati, anche se il nome del team è cambiato, sono sotto gli occhi di tutti.

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